Art. 36 Identità culturale della tessitura dei paesaggi agrari planiziali di bonifica (ISF 4)

1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione morfologica e funzionale tra il reticolo dei canali irrigui e la tessitura del paesaggio agrario della bonifica, secondo uno schema geometrico che ha ordinato lo sviluppo della rete infrastrutturale locale e degli insediamenti. Tale sistema costituisce elemento d’identità culturale del paesaggio collinare del territorio livornese, alla quale concorrono tanto l’attenzione alla salvaguardia della tessitura agraria, frutto delle importanti modificazioni riferite alle bonifiche e al conseguente prosciugamento dei “paduli”, dove la fitta rete dei drenaggi e delle strade interpoderali segnati da siepi e canneti definisce la specifica caratterizzazione del sistema degli appoderamenti agricoli, quanto la consapevolezza della qualità paesaggistica legata ai concetti di proporzione e di qualità nella conservazione dei caratteri dell’architettura rurale, sia nelle opere infrastrutturali che nelle dinamiche insediative.
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità culturale del paesaggio planiziale quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per ciascuno dei quattro sistemi territoriali:

SISTEMA 1:
  •     mantenimento dei caratteri di diversificazione colturale degli appezzamenti, pure in relazione alle misure individuate dal PSR, anche attraverso misure di valorizzazione culturale dei terreni (Parco agricolo);
  •     controllo per la salvaguardia della funzionalità del sistema dei canali irrigui, col mantenimento dei canneti di margine quali elementi di continuità col sistema delle masse boschive e degli arbusteti, per conservare la massima continuità ecologica anche all’interno dei vasti appezzamenti delle colture cerealicole;
  •     mantenimento del sistema di siepi interpoderali, anche con interventi di potenziamento e ricomposizione, per recuperare una caratterizzazione del paesaggio agrario di alto valore percettivo oltre che funzionale alla protezione dei sistemi colturali.

SISTEMA 2:
  •     mantenimento del fitto reticolo di drenaggio risultato delle bonifiche idrauliche storiche, per la conservazione in efficacia di un sistema consolidato di controllo degli acquiferi, anche in relazione alle misure individuate dal PSR;
  •     valorizzazione degli elementi di permanenza dello schema geometrico della bonifica in relazione al sistema infrastrutturale ed insediativo storicizzato (appoderamenti) anche in considerazione del nuovo e diverso utilizzo delle strutture coloniche (ricettivo, uso turistico stagionale) con salvaguardia delle relazioni spaziali e funzionali tra edificato rurale e spazi aperti di pertinenza, limitando le trasformazioni dell’equipaggiamento vegetale e mantenendo inalterati i caratteri di continuità spaziale, evitando frazionamenti e recinzioni;
  •     conservazione dei caratteri costitutivi di pregio paesaggistico e percettivo, in relazione ai coni visuali dalla costa ai borghi dominanti condotti dai filari alberati (sistema a pettine mare-monti), dalla tessitura delle colture arborate e delle siepi e filari interpoderali di forte connotazione spaziale e di pregio paesaggistico e di alto valore percettivo.

SISTEMA 3:
  •     conservazione della rete di canali di bonifica e la conseguente geometria della tessitura agraria dei campi, dove la massima parcellizzazione è frutto delle trasformazioni antropiche della pianura costiera, finalizzate allo sfruttamento agricolo per colture orticole dei terreni, che ha assunto carattere strutturale del paesaggio della Val di Cornia, circondato dalla corona delle Colline Metallifere.
  •     controllo dei prelievi di acqua dalle vasche di accumulo e dai pozzi al fine di limitare le problematiche d’ingressione del cuneo salino, sia nei prelievi ad uso irriguo anche con interventi di trasformazione colturale verso la limitazione delle colture idroesigenti, che soprattutto nei prelievi ad uso industriale (attivazione di tecniche di recupero e riutilizzo delle acque, recupero delle acque piovane, etc.);
  •     valorizzazione del patrimonio edilizio diffuso con identificazione e recupero dei caratteri architettonici distintivi locali e la ricomposizione con i sistemi paesaggistici delle colture orticole e degli spazi aperti di pertinenza, anche attraverso introduzione di tecniche di bioarchitettura (introduzione di tecnologie fotovoltaiche e solari, recupero delle acque piovane, brise-soleil per limitare il soleggia mento estivo, etc.).

​​​​​​​SISTEMA 4:
  •     mantenimento della modesta rete dei canali di bonifica delle isole, in particolare nelle vallecole minori dove la tessitura agraria dei campi sottolinea la permanenza delle coltivazioni storicizzate e di produzioni di qualità (miele, frutta);
  •     conservazione della tessitura agraria minuta attraverso l’attivazione di colture biologiche di qualità e la promozione di filiera corta, anche in relazione alle misure individuate dal PSR, che nelle isole minori (Pianosa e Capraia) potrebbeo attivare un recupero significativo dei caratteri agrari storici ora perduti;
  •     limitazione di prelievi di acqua dai pozzi al fine di limitare le problematiche d’ingressione del cuneo salino, sia ad uso irriguo attraverso la progressiva limitazione di colture idroesigenti, sia soprattutto nei prelievi ad uso residenziale e turistico, con attivazione di tecniche di recupero e riutilizzo delle acque piovane (obbligatorietà delle cisterne di accumulo nelle nuove costruzioni, introduzione del sistea idrico duale, etc.).