STATUTO DEL TERRITORIO - Art.34
Art. 34 Identità della matrice paesaggistica e permanenza degli elementi di differenziazione (ISF2)
1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione ecosistemica e funzionale tra le aree boschive e di rimboschimento e le aree ad uso agricolo intercluse. Tale sistema costituisce elemento della matrice paesaggistica diversificata determinata dalla sua conformazione storicizzata, alla quale concorre l’attenzione alla conservazione delle aree intercluse alle masse boscate, compresi prati-pascoli, oliveti abbandonati in fase di ricolonizzazione, anche di piccole dimensioni e margini boschivi arbustati, che costituiscono un mosaico paesaggistico differenziato, utile tanto alla permanenza e allo sviluppo delle comunità faunistiche e al mantenimento di un alto grado di diversità, quanto alla salvaguardia delle visuali paesaggistiche in grado di garantire qualità percettiva nella diversità colturale e nell’articolazione spaziale (sistemazioni agrarie di versante, colture promiscue, sistema particellare complesso in relazione all’edificato).
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità della matrice paesaggistica diversificata quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per ciascuno dei quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
SISTEMA 2:
SISTEMA 3:
SISTEMA 4:
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità della matrice paesaggistica diversificata quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per ciascuno dei quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
- mantenimento dei caratteri di diversificazione dalle aree boschive e delle aree agricole in abbandono intercluse, anche in relazione alle misure individuate dal PSR, ttraverso pratiche di modesta entità quali sfalci annuali, che garantiscano la permanenza di diversificazione della matrice paesaggistica, favorendo attività di allevamento e pastorizia;
- controllo al mantenimento dei margini delle aree boschive e degli arbusteti, con pratiche silvocolturali annuali per limitare la progressiva ricolonizzazione e favorire il mantenimento di un elevato grado di biodiversità.
SISTEMA 2:
- mantenimento dei caratteri di diversificazione dalle aree boschive e delle relazioni con le aree aperte intercluse, anche con selezione della presenza arborea esistente e progressiva sostituzione per mantenere una significativa diversità vegetazionale dei boschi, in relazione alle misure individuate dal PSR;
- salvaguardia degli elementi di diversità biologica, col mantenimento delle aree agricole e/o radure intercluse ai boschi, la conservazione ed il potenziamento della vegetazione lineare di margine con funzione connettiva, la conservazione e l’incentivazione degli elementi di differenziazione colturale, quali elementi alla base del processo di evoluzione ecosistemica necessari al mantenimento di un elevato grado di biodiversità;
- conservazione delle aree aperte quali elementi di separazione tra usi diversi del territorio (filtro tra le attività antropiche e le aree a maggiore vocazione naturalistica) o funzionali alla valorizzazione visiva dei borghi dominanti e la conservazione dei caratteri di pregio paesaggistico e percettivo.
SISTEMA 3:
- conservazione delle colture su terrazzamento tanto per l’alto valore paesaggistico ed ecologico, da salvaguardare nella relazione con le frange boschive, quanto per il particolare valore ecosistemico della coltura dell’olivo (nutrimento per uccelli e piccoli mammiferi);
- mantenimento delle aree aperte a prato-pascolo e delle grandi alberature sparse per l’alto valore percettivo oltre che di differenziazione del mosaico colturale;
- salvaguardia dei sistemi colturali dei giardini silvestri all’interno del bosco di Montioni, per la diversificazione vegetazionale del bosco ed il valore ecosistemico della presenza di frutti selvatici.
SISTEMA 4:
- salvaguardia della presenza diffusa di aree in fase di ricolonizzazione quale utile elemento di separazione tra le masse delle aree boschive e le aree di espansione insediativa, al fine di evitare interferenza diretta tra il sistema a forte caratterizzazione antropica ed il sistema a maggiore caratterizzazione naturalistica;
- mantenimento delle caratterizzazioni colturali spontanee, specialmente nelle isole minori caratterizzate da modesta vegetazione arborea, con particolare riferimento ad opere di ricomposizione e di ripristino ambientale per le aree degradate e in abbandono (residuali di attività estrattiva, aree soggette ad incendi, impianto di vegetazione esotica).