STATUTO DEL TERRITORIO - Art.33
Art. 33 Identità geomorfologica e naturale del paesaggio (ISF 1)
1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione morfologica ed ecosistemica tra i rilievi e le vallecole generalmente perpendicolari alla linea di costa sottolineate da un articolato reticolo idrografico e il sistema costiero con ambito dunale, spiagge o affioramenti rocciosi. Tale sistema costituisce elemento d’identità geomorfologica e naturale della matrice paesaggistica diversificata determinata dalla sua conformazione profonda, al mantenimento della cui qualità concorre l’ attenzione sia alle problematiche di degrado ambientale e di sicurezza del territorio (aree percorse da incendi, aree in abbandono, dissesti idrogeologici), sia alla progressiva omologazione colturale e vegetazionale (con impoverimento delle risorse faunistiche per eccessiva omogeneizzazione delle tipologie forestali, eliminazione ed abbandono della viabilità forestale, alterazione delle visuali paesaggistiche).
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità geomorfologica naturale del paesaggio quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti secondo i quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
SISTEMA 2:
SISTEMA 3:
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità geomorfologica naturale del paesaggio quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti secondo i quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
- ripristino ambientale e paesaggistico per il potenziamento del valore percettivo dell’articolazione geomorfologica del sistema dei Monti Livornesi, con particolare riferimento alla predisposizione di opere di ricomposizione e di recupero ambientale per le aree degradate e in abbandono (residuali di attività estrattiva, aree soggette ad incendi, rimboschimenti di conifere) anche con lo sviluppo di attività didattiche e/o ricreative e del turismo escursionistico d’interesse naturalistico, storico e religioso in relazione alle risorse specifiche del sistema;
- controllo delle attività di trasformazione del paesaggio (per edificazione o opere di rimboschimento) con specifica attenzione al potenziamento del valore scenografico di fondale naturalistico alla pianura terrazzata livornese, attraverso la scelta delle specie vegetali, il recupero della viabilità storica, il contenimento dell’espansione edificatoria anche mediante strumenti di perequazione paesaggistica.
SISTEMA 2:
- controllo delle azioni di trasformazione del paesaggio (edificazione, impianti di arboricoltura, abbandono delle colture arborate, rimboschimenti) con specifica attenzione al potenziamento del valore scenografico dei versanti dell’entroterra, nella selezione delle specie vegetali, nel mantenimento delle relazioni col sistema dei borghi dominanti, nella attenzione all’espansione edificatoria anche attraverso strumenti di perequazione paesaggistica.
- controllo sulle opere di trasformazione e di urbanizzazione anche per la fruizione turistica che garantiscano la compatibilità con la permanenza dei caratteri di naturalità degli affioramenti rocciosi, delle aree dunali e retrodunali costiere, evitando interventi che possano creare pregiudizio agli ecosistemi più sensibili;
- valorizzazione dei coni visuali dalla costa e dalla SS1 Aurelia sul sistema interno delle vallecole e crinali, con precauzioni di salvaguardia dei viali prospettici di rilevanza paesaggistica e potenziamento delle alberature funzionali alle visuali d’interesse paesaggistico.
SISTEMA 3:
- mitigazione degli impatti derivanti dallo svolgimento dell’attività estrattiva e di tutela del suolo per prevenzione dei rischi idrogeologici, privilegiando l’utilizzo di tecniche d’Ingegneria Naturalistica;
- reinserimento ambientale di aree degradate o in abbandono colturale, attraverso la ricostituzione di manti vegetali permanenti di vegetazione spontanea e locale che favoriscano la connessione ecologica;
- valorizzazione ed il miglioramento della fruizione delle aree archeo-minerarie di interesse storico-culturale in relazione al sistema articolato di borghi e coltivi arborati delle vallecole interne;
- mantenimento dei caratteri di naturalità delle aree dunali e retrodunali in diretta connessione col sistema delle risorse archeo-minerarie, anche attraverso al limitazione degli interventi di trasformazione e di urbanizzazione secondo criteri di sostenibilità paesaggistica.
- ricomposizione e ripristino ambientale per le aree degradate e in abbandono, in particolare nei territori con affioramenti rocciosi, nelle zone soggette ad incendi, nelle aree degradate dalla intensa presenza antropica stagionale;
- mitigazione degli impatti derivanti dallo svolgimento dell’attività estrattiva e di tutela del suolo per prevenzione dei rischi idrogeologici, privilegiando l’utilizzo di tecniche d’Ingegneria Naturalistica;
- miglioramento della fruizione delle aree archeo-minerarie di interesse storico-culturale in relazione al sistema costiero e alle strutture ricettive.