STATUTO DEL TERRITORIO - Art.6
Art. 6 Obiettivi specifici di qualità paesaggistica - Sistema di Paesaggio della pianura del Cecina e delle colline centrali
1. Il PTC persegue gli obiettivi di qualità paesaggistica del territorio connotato dal Sistema di Paesaggio della pianura del Cecina e delle colline centrali recati dal presente articolo. I PS dei Comuni interessati definiscono e attuano politiche territoriali idonee a salvaguardare e a migliorare le qualità identificate dagli obiettivi specifici provinciali.
2. Riqualificazione/Valorizzazione dei paesaggi della bonifica della pianura di Vada.
Mantenimento dei caratteri peculiari del paesaggio della pianura attraverso l’attivazione di processi di valutazione degli effetti paesaggistici degli interventi urbanistici volti alla creazione, ampliamento o ristrutturazione di edificato ad uso turistico, con indicazione verso la differenziazione tipologica delle unità abitative in relazione ai caratteri dell’architettura locale, per evitare la creazione di villaggi vacanza omologati che vengono a costituire elementi anomali in forte contrasto col contesto del paesaggio della bonifica.
Riqualificazione dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi di bonifica con il recupero delle regole conformative tradizionali del sistema degli appoderamenti, attraverso il mantenimento dell’efficienza della rete viaria interpoderale, la conservazione della trama minuta degli appoderamenti, la conservazione delle colture storicizzate.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica di molte aree, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo sia di tipo agricolo che residenziale.
Attenzione all’inserimento paesaggistico delle colture in serra e delle colture vivaistiche, anche in relazione alle problematiche di inquinamento e di contrasto dei fenomeni di ingressione salina, con controllo dei prelievi dai pozzi per uso irriguo.
3. Salvaguardia/Valorizzazione dei paesaggi della bonifica della pianura di Bolgheri.
Salvaguardia dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi della bonifica e della complessità del mosaico paesaggistico planiziale, attraverso il mantenimento dell’efficienza del reticolo idraulico, il recupero della trama minuta della rete della viabilità interpoderale, la conservazione e il potenziamento delle alberature e delle siepi campestri.
Conservazione dei sistemi di filari alberati con importanti funzioni ecosistemiche e di notevole rilievo scenico che fiancheggiano la viabilità e la trama fondiaria, in particolare preservando la struttura a pettine mare-monti.
Conservazione e potenziamento dei nuclei boscati planiziali quali importanti tessere della struttura ecosistemica di connessione tra le pinete litoranee e le aree forestali collinari.
Controllo sugli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica del sistema degli appoderamenti con specifica attenzione verso il mantenimento dei caratteri dell’architettura rurale e delle relazioni paesaggistiche con gli spazi aperti di pertinenza.
Limitazioni nella creazione ed ampliamento dell’edificato ad uso turistico, con particolare attenzione al mantenimento dei caratteri dell’architettura locale del sistema degli appoderamenti (casa padronale e cappella, case coloniche, pozzi e fontanili, fienili e magazzini), con utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica e massima efficienza dell’edificato in termini energetici, evitando la creazione di villaggi vacanza omologati in forte contrasto col contesto, attivando una attenta valutazione degli effetti paesaggistici di ogni trasformazione, con particolare attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico.
Contrasto dei fenomeni di ingressione salina e controllo dei prelievi dai pozzi per uso irriguo e industriale.
Valorizzazione delle visuali sugli insediamenti della corona collinare che chiude ad Est la pianura.
4. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico rurale delle colline di Rosignano Marittimo, Bibbona e Castagneto.
Salvaguardia del mosaico agrario storico della collina attraverso la conservazione delle sistemazioni idrauliche di versante e delle colture arborate su terrazzamento e delle relazioni paesaggistiche che si instaurano tra queste e gli insediamenti.
Mantenimento dell’integrità storica e visuale del sistema insediativo dei borghi collinari, relativa non solo ai manufatti architettonici ma anche all’intorno territoriale considerato di pertinenza, attraverso l’inserimento in circuiti di fruizione integrata delle risorse naturalistiche e culturali e l’attivazione di interventi secondo i principi della perequazione paesaggistica, finalizzati alla salvaguarda dell’elevata differenziazione del mosaico paesaggistico del sistema collinare.
Mantenimento del mosaico paesaggistico anche in relazione alla valenza di connessione ecosistemica e/o storico-culturale con i parchi e le aree protette limitrofe (Parco Poggetti, Boschi della Magona, Parco Letterario Carducci).
Limitazione alla trasformazione morfologica degli assetti agrari tradizionali dei terrazzamenti al profilo a pendenza costante per sostituzione delle colture (da oliveto terrazzato a vigneto specializzato, ad esempio) anche si fini della limitazione dei fenomeni di omologazione paesaggistica.
Interventi di stabilizzazione dei terreni e di regimazione delle acque, con l’adozione di tecniche di ingegneria naturalistica.
Promozione dell’utilizzo dei residui derivanti dalle colture arborate ai fini della produzione di energia da biomasse.
Localizzazione di generatori eolici e/o ripetitori e antenne valutando la fragilità visuale propria di questo paesaggio.
5. Salvaguardia/Valorizzazione dell’ecosistema umido del padule di Bolgheri.
Salvaguardia del padule di Bolgheri quale ecosistema di valore naturalistico, ma anche culturale in quanto relitto del paesaggio planiziale dell’Alta Maremma, in grado di favorire la connessione tra gli ecosistemi della costa e quelli dell’entroterra.
Conservazione dell’ampio arenile e del sistema dunale di antica e recente formazione, dei caratteri vegetazionali delle aree palustri e dei terreni bonificati, dalla macchia-foresta a pino e leccio agli stagni retrodunali dei fragmiteti e dei boschi umidi, fino al prato-pascolo pedecollinare.
Protezione della zona umida quale risorsa a rischio in particolare per la variazione della disponibilità della risorsa idrica, che costituisce elemento vitale per questo delicato e fragile ecosistema, per la prossimità agli insediamenti turistico-balneari che, accanto alle esigenze agricole limitrofe all’area, rappresentano ulteriori elementi di attenzione nelle opere di utilizzo e trasformazione dei suoli.
Particolare attenzione nei confronti delle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica di molte aree, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, industriale, residenziale, turistico) e per contrastare efficacemente i fenomeni di ingressione del cuneo salino.
6. Salvaguardia /Valorizzazione degli habitat costieri costituiti da dune, vegetazione dunale e retro-dunale e pinete litoranee.
Salvaguardia dell’ecosistema dunale attraverso il controllo dell’erosione marina, della fruizione antropica (regolamentazione dei passaggi e accessi al mare, allontanamento e regolamentazione della sosta veicolare), delle opere di urbanizzazione.
Riqualificazione delle “Spiagge bianche” di Rosignano Solvay e Vada che aprono al sistema dunale della costa fino al Tombolo Meridionale di Marina di Cecina-Marina di Bibbona, costituendo un importante sistema paesaggistico, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici e commerciali.
Ricomposizione dei territori limitrofi alle aree dunali e retrodunali in situazioni di forte antropizzazione, al fine di favorire la ripresa dell’equilibrio geomorfologico dell’ecosistema, allontanando i disturbi e riducendo le alterazioni al paesaggio costiero.
Riqualificazione delle strutture turistiche localizzate in aree sensibili limitrofe agli habitat costieri attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Limitazione del carico insediativo lungo la costa e valutazione degli effetti paesaggistici per ogni trasformazione in ambito costiero, con particolare attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico.
Valorizzazione delle relazioni ecosistemiche, storiche e visuali del litorale con il paesaggio agrario.
7. Salvaguardia/Valorizzazione dei versanti rocciosi di Castiglioncello fino alle “Spiagge bianche”.
Salvaguardia della particolare conformazione geomorfologica della costa e delle relazioni percettive e ecosistemiche esistenti tra il mare ed i versanti rocciosi ricoperti dalla macchia mediterranea.
Mantenimento dell’articolazione delle discese a mare localizzate tra gli spazi privati, residenziali e ricettivi, con significativa relazione panoramica col giardino-belvedere di Castiglioncello.
Salvaguardia del suggestivo percorso panoramico che collega la costa rocciosa da Caletta Castiglioncello a Punta Righini.
Valorizzazione della peculiare relazione-contrasto tra la costa rocciosa ed il litorale delle “Spiagge bianche”, tanto da un punto di vista percettivo che scientifico-didattico, ai fini di stimolare ad attivare una conoscenza più approfondita delle singole caratterizzazioni paesaggistiche verso una fruizione più consapevole ed una migliore gestione dei luoghi.
8. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico forestale della Magona.
Salvaguardia della copertura boschiva di interesse storico ed ecosistemico, con mantenimento del mosaico vegetazionale della macchia mediterranea.
Conservazione del sistema compatto di aree boschive e macchie e della diffusa permanenza di aree intercluse anche di piccole dimensioni, per garantire un alto livello della diversità floristica, vgetazionale e faunistica, utile alla permanenza di un mosaico ambientale ben differenziato, massimizzando il ruolo di cespuglieti e siepi, corridoi ecologici essenziali per gli spostamenti e lo sviluppo delle comunità faunistiche, funzionali alla conservazione di un alto grado di biodiversità.
Monitoraggio della consistenza e stato di conservazione delle aree forestali ed attivazione di azioni di controllo del rischio incendi.
Valorizzazione paesaggistica della successione morfologica di vallecole e crinali sottolineata dall’articolato reticolo idrografico che dai Boschi della Magona attraversano i poderi di Bibbona e Bolgheri.
9. Riqualificazione/Valorizzazione delle aree periurbane degli insediamenti di pianura.
Ridefinizione dei margini urbani degli insediamenti di pianura (Vada, Cecina, Rosignano Solvay, Donoratico) nella relazione città in estensione/campagna, con attenzione al mantenimento e potenziamento di fasce alberate quali efficaci filtri di separazione per usi diversi (ricreativo, sportivo, agricolo) degli spazi aperti, con impiego di vegetazione tipica locale e naturalizzata.
Miglioramento del microclima e della salubrità dell’abitare, attraverso il potenziamento dei viali alberati di accesso alla città, del verde nelle aree produttive, nelle scuole, nei parchi pubblici.
Attenzione negli interventi di trasformazione urbanistica alla salvaguardia e valorizzazione dei siti archeologici ai fini della creazione di circuiti di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Valorizzazione delle relazioni peculiari con gli elementi storicizzati della matrice insediativa, tanto nella relazione con le strutture del centro storico (impianto urbanistico, funzioni, linguaggio architettonico) che nelle relazioni di valore storico-documentale specialistico (impianto del Villaggio Solvay in diretta relazione alle strutture degli insediamenti industriali), con massima attenzione al valore paesaggistico relazionale tra spazio costruito e spazio aperto.
10. Riqualificazione/Valorizzazione dei sistemi fluviali dei fiumi Fine e Cecina.
Salvaguardia e riqualificazione degli ecosistemi umidi dell’antica area estrattiva della Magona di Cecina.
Riqualificazione dei corsi d’acqua, attraverso la manutenzione del sistema idraulico e il ripristino di condizioni di naturalità, laddove queste risultino ridotte o scomparse, con utilizzo delle tecniche di ingegneria naturalistica.
Costituzione di sistemi di continuità ecologica lungo le aste fluviali principali e i corsi d’acqua minori per la connessione delle pinete litoranee e degli ecosistemi costieri con le aree forestali più interne.
Potenziamento del ruolo connettivo interprovinciale dei fiumi Fine e Cecina, nelle relazioni tra aree di interesse panoramico e floristico-vegetazionale dell’entroterra e le aree dunali e retrodunali della costa.
Valorizzazione del sistema di relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (Scornabecchi-Belore).
2. Riqualificazione/Valorizzazione dei paesaggi della bonifica della pianura di Vada.
Mantenimento dei caratteri peculiari del paesaggio della pianura attraverso l’attivazione di processi di valutazione degli effetti paesaggistici degli interventi urbanistici volti alla creazione, ampliamento o ristrutturazione di edificato ad uso turistico, con indicazione verso la differenziazione tipologica delle unità abitative in relazione ai caratteri dell’architettura locale, per evitare la creazione di villaggi vacanza omologati che vengono a costituire elementi anomali in forte contrasto col contesto del paesaggio della bonifica.
Riqualificazione dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi di bonifica con il recupero delle regole conformative tradizionali del sistema degli appoderamenti, attraverso il mantenimento dell’efficienza della rete viaria interpoderale, la conservazione della trama minuta degli appoderamenti, la conservazione delle colture storicizzate.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica di molte aree, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo sia di tipo agricolo che residenziale.
Attenzione all’inserimento paesaggistico delle colture in serra e delle colture vivaistiche, anche in relazione alle problematiche di inquinamento e di contrasto dei fenomeni di ingressione salina, con controllo dei prelievi dai pozzi per uso irriguo.
3. Salvaguardia/Valorizzazione dei paesaggi della bonifica della pianura di Bolgheri.
Salvaguardia dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi della bonifica e della complessità del mosaico paesaggistico planiziale, attraverso il mantenimento dell’efficienza del reticolo idraulico, il recupero della trama minuta della rete della viabilità interpoderale, la conservazione e il potenziamento delle alberature e delle siepi campestri.
Conservazione dei sistemi di filari alberati con importanti funzioni ecosistemiche e di notevole rilievo scenico che fiancheggiano la viabilità e la trama fondiaria, in particolare preservando la struttura a pettine mare-monti.
Conservazione e potenziamento dei nuclei boscati planiziali quali importanti tessere della struttura ecosistemica di connessione tra le pinete litoranee e le aree forestali collinari.
Controllo sugli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica del sistema degli appoderamenti con specifica attenzione verso il mantenimento dei caratteri dell’architettura rurale e delle relazioni paesaggistiche con gli spazi aperti di pertinenza.
Limitazioni nella creazione ed ampliamento dell’edificato ad uso turistico, con particolare attenzione al mantenimento dei caratteri dell’architettura locale del sistema degli appoderamenti (casa padronale e cappella, case coloniche, pozzi e fontanili, fienili e magazzini), con utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica e massima efficienza dell’edificato in termini energetici, evitando la creazione di villaggi vacanza omologati in forte contrasto col contesto, attivando una attenta valutazione degli effetti paesaggistici di ogni trasformazione, con particolare attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico.
Contrasto dei fenomeni di ingressione salina e controllo dei prelievi dai pozzi per uso irriguo e industriale.
Valorizzazione delle visuali sugli insediamenti della corona collinare che chiude ad Est la pianura.
4. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico rurale delle colline di Rosignano Marittimo, Bibbona e Castagneto.
Salvaguardia del mosaico agrario storico della collina attraverso la conservazione delle sistemazioni idrauliche di versante e delle colture arborate su terrazzamento e delle relazioni paesaggistiche che si instaurano tra queste e gli insediamenti.
Mantenimento dell’integrità storica e visuale del sistema insediativo dei borghi collinari, relativa non solo ai manufatti architettonici ma anche all’intorno territoriale considerato di pertinenza, attraverso l’inserimento in circuiti di fruizione integrata delle risorse naturalistiche e culturali e l’attivazione di interventi secondo i principi della perequazione paesaggistica, finalizzati alla salvaguarda dell’elevata differenziazione del mosaico paesaggistico del sistema collinare.
Mantenimento del mosaico paesaggistico anche in relazione alla valenza di connessione ecosistemica e/o storico-culturale con i parchi e le aree protette limitrofe (Parco Poggetti, Boschi della Magona, Parco Letterario Carducci).
Limitazione alla trasformazione morfologica degli assetti agrari tradizionali dei terrazzamenti al profilo a pendenza costante per sostituzione delle colture (da oliveto terrazzato a vigneto specializzato, ad esempio) anche si fini della limitazione dei fenomeni di omologazione paesaggistica.
Interventi di stabilizzazione dei terreni e di regimazione delle acque, con l’adozione di tecniche di ingegneria naturalistica.
Promozione dell’utilizzo dei residui derivanti dalle colture arborate ai fini della produzione di energia da biomasse.
Localizzazione di generatori eolici e/o ripetitori e antenne valutando la fragilità visuale propria di questo paesaggio.
5. Salvaguardia/Valorizzazione dell’ecosistema umido del padule di Bolgheri.
Salvaguardia del padule di Bolgheri quale ecosistema di valore naturalistico, ma anche culturale in quanto relitto del paesaggio planiziale dell’Alta Maremma, in grado di favorire la connessione tra gli ecosistemi della costa e quelli dell’entroterra.
Conservazione dell’ampio arenile e del sistema dunale di antica e recente formazione, dei caratteri vegetazionali delle aree palustri e dei terreni bonificati, dalla macchia-foresta a pino e leccio agli stagni retrodunali dei fragmiteti e dei boschi umidi, fino al prato-pascolo pedecollinare.
Protezione della zona umida quale risorsa a rischio in particolare per la variazione della disponibilità della risorsa idrica, che costituisce elemento vitale per questo delicato e fragile ecosistema, per la prossimità agli insediamenti turistico-balneari che, accanto alle esigenze agricole limitrofe all’area, rappresentano ulteriori elementi di attenzione nelle opere di utilizzo e trasformazione dei suoli.
Particolare attenzione nei confronti delle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica di molte aree, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, industriale, residenziale, turistico) e per contrastare efficacemente i fenomeni di ingressione del cuneo salino.
6. Salvaguardia /Valorizzazione degli habitat costieri costituiti da dune, vegetazione dunale e retro-dunale e pinete litoranee.
Salvaguardia dell’ecosistema dunale attraverso il controllo dell’erosione marina, della fruizione antropica (regolamentazione dei passaggi e accessi al mare, allontanamento e regolamentazione della sosta veicolare), delle opere di urbanizzazione.
Riqualificazione delle “Spiagge bianche” di Rosignano Solvay e Vada che aprono al sistema dunale della costa fino al Tombolo Meridionale di Marina di Cecina-Marina di Bibbona, costituendo un importante sistema paesaggistico, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici e commerciali.
Ricomposizione dei territori limitrofi alle aree dunali e retrodunali in situazioni di forte antropizzazione, al fine di favorire la ripresa dell’equilibrio geomorfologico dell’ecosistema, allontanando i disturbi e riducendo le alterazioni al paesaggio costiero.
Riqualificazione delle strutture turistiche localizzate in aree sensibili limitrofe agli habitat costieri attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Limitazione del carico insediativo lungo la costa e valutazione degli effetti paesaggistici per ogni trasformazione in ambito costiero, con particolare attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico.
Valorizzazione delle relazioni ecosistemiche, storiche e visuali del litorale con il paesaggio agrario.
7. Salvaguardia/Valorizzazione dei versanti rocciosi di Castiglioncello fino alle “Spiagge bianche”.
Salvaguardia della particolare conformazione geomorfologica della costa e delle relazioni percettive e ecosistemiche esistenti tra il mare ed i versanti rocciosi ricoperti dalla macchia mediterranea.
Mantenimento dell’articolazione delle discese a mare localizzate tra gli spazi privati, residenziali e ricettivi, con significativa relazione panoramica col giardino-belvedere di Castiglioncello.
Salvaguardia del suggestivo percorso panoramico che collega la costa rocciosa da Caletta Castiglioncello a Punta Righini.
Valorizzazione della peculiare relazione-contrasto tra la costa rocciosa ed il litorale delle “Spiagge bianche”, tanto da un punto di vista percettivo che scientifico-didattico, ai fini di stimolare ad attivare una conoscenza più approfondita delle singole caratterizzazioni paesaggistiche verso una fruizione più consapevole ed una migliore gestione dei luoghi.
8. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico forestale della Magona.
Salvaguardia della copertura boschiva di interesse storico ed ecosistemico, con mantenimento del mosaico vegetazionale della macchia mediterranea.
Conservazione del sistema compatto di aree boschive e macchie e della diffusa permanenza di aree intercluse anche di piccole dimensioni, per garantire un alto livello della diversità floristica, vgetazionale e faunistica, utile alla permanenza di un mosaico ambientale ben differenziato, massimizzando il ruolo di cespuglieti e siepi, corridoi ecologici essenziali per gli spostamenti e lo sviluppo delle comunità faunistiche, funzionali alla conservazione di un alto grado di biodiversità.
Monitoraggio della consistenza e stato di conservazione delle aree forestali ed attivazione di azioni di controllo del rischio incendi.
Valorizzazione paesaggistica della successione morfologica di vallecole e crinali sottolineata dall’articolato reticolo idrografico che dai Boschi della Magona attraversano i poderi di Bibbona e Bolgheri.
9. Riqualificazione/Valorizzazione delle aree periurbane degli insediamenti di pianura.
Ridefinizione dei margini urbani degli insediamenti di pianura (Vada, Cecina, Rosignano Solvay, Donoratico) nella relazione città in estensione/campagna, con attenzione al mantenimento e potenziamento di fasce alberate quali efficaci filtri di separazione per usi diversi (ricreativo, sportivo, agricolo) degli spazi aperti, con impiego di vegetazione tipica locale e naturalizzata.
Miglioramento del microclima e della salubrità dell’abitare, attraverso il potenziamento dei viali alberati di accesso alla città, del verde nelle aree produttive, nelle scuole, nei parchi pubblici.
Attenzione negli interventi di trasformazione urbanistica alla salvaguardia e valorizzazione dei siti archeologici ai fini della creazione di circuiti di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Valorizzazione delle relazioni peculiari con gli elementi storicizzati della matrice insediativa, tanto nella relazione con le strutture del centro storico (impianto urbanistico, funzioni, linguaggio architettonico) che nelle relazioni di valore storico-documentale specialistico (impianto del Villaggio Solvay in diretta relazione alle strutture degli insediamenti industriali), con massima attenzione al valore paesaggistico relazionale tra spazio costruito e spazio aperto.
10. Riqualificazione/Valorizzazione dei sistemi fluviali dei fiumi Fine e Cecina.
Salvaguardia e riqualificazione degli ecosistemi umidi dell’antica area estrattiva della Magona di Cecina.
Riqualificazione dei corsi d’acqua, attraverso la manutenzione del sistema idraulico e il ripristino di condizioni di naturalità, laddove queste risultino ridotte o scomparse, con utilizzo delle tecniche di ingegneria naturalistica.
Costituzione di sistemi di continuità ecologica lungo le aste fluviali principali e i corsi d’acqua minori per la connessione delle pinete litoranee e degli ecosistemi costieri con le aree forestali più interne.
Potenziamento del ruolo connettivo interprovinciale dei fiumi Fine e Cecina, nelle relazioni tra aree di interesse panoramico e floristico-vegetazionale dell’entroterra e le aree dunali e retrodunali della costa.
Valorizzazione del sistema di relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (Scornabecchi-Belore).