Art. 5 Obiettivi specifici di qualità paesaggistica - Sistema di Paesaggio della pianura dell'Arno e delle colline livornesi

1. Il PTC persegue gli obiettivi di qualità paesaggistica del territorio connotato dal Sistema di Paesaggio della pianura dell’Arno e delle colline livornesi recati dal presente articolo. I PS dei Comuni interessati definiscono e attuano politiche territoriali idonee a salvaguardare e a migliorare le qualità identificate dagli obiettivi specifici provinciali.

2.  Salvaguardia/Valorizzazione del tessuto urbano consolidato di Livorno.
Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città di Livorno nelle sue diverse stratificazioni.
Miglioramento della qualità ambientale anche attraverso il potenziamento della presenza di aree verdi nel tessuto urbano e al suo margine, contrastando la tendenza all’abbandono colturale delle aree libere periferiche e favorendo la formazione di disegni strategici di connessioni verdi tra la città e il paesaggio periurbano.
Riqualificazione dei corsi d’acqua, anche in funzione dell’obiettivo di costituzione di reti verdi, favorendo la rinaturalizzazione degli argini in aree extraurbane.
Riqualificazione delle aree di interfaccia fra la città e il porto, anche attraverso l’inserimento di fasce di margine e di compensazione alle trasformazioni per limitare gli impatti visivi delle strutture industriali. Riqualificazione delle espansioni residenziali/commerciali esistenti e nuova progettazione attenta alla coerenza con le regole insediative storiche e alla qualità edilizia.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Valorizzazione delle relazioni visuali, storicamente consolidate, tra la città e il mare.    

3.    Riqualificazione delle aree periferiche in espansione del sistema metropolitano di Livorno-Collesalvetti.
Salvaguardia del mosaico paesaggistico rurale/naturale dagli effetti della densificazione edilizia e infrastrutturale in relazione alla conurbazione livornese e incidente sull’impoverimento della capacità di connessione ecologica, attraverso la conservazione di varchi tra gli insediamenti che possono ancora favorire l’unione di sistemi di aree protette.
Controllo delle trasformazioni insediative al fine di favorire la coesistenza equilibrata tra le due realtà strutturali dell’area livornese, quella produttiva e quella agricola.
Riqualificazione delle aree periferiche in espansione e ridefinizione dei margini urbani attraverso la creazione di fasce verdi tampone tra usi del suolo diversi e conflittuali, con particolare attenzione alle aree industriali dove si individua indispensabile l’innalzamento della qualità degli spazi aperti e il potenziamento dell’equipaggiamento vegetale delle infrastrutture di pertinenza.
Mitigazione degli impatti delle reti infrastrutturali e tecnologiche, con particolare attenzione alla localizzazione di nuovi tracciati all’interno di corridoi infrastrutturali esistenti.
Attenzione delle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica di molte aree, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, industriale, residenziale, turistico).

4. Riqualificazione/Valorizzazione dei paesaggi residuali della bonifica nella pianura di Guasticce-Collesalvetti.
Salvaguardia delle permanenze dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi della bonifica sottoposti a forte riduzione e progressiva cancellazione in riferimento al processo di urbanizzazione esteso lungo il corridoio infrastrutturale, con il mantenimento o il ripristino della funzionalità idraulica dei canali, il recupero della leggibilità della trama delle strade interpoderali, il potenziamento della vegetazione lineare di margine con funzione di connessione ecologica.
Mitigazione delle problematiche ambientali relative all’impatto dei processi produttivi, delle emissioni industriali e della rumorosità legate alla localizzazione di estesi insediamenti industriali e alla presenza di importanti linee infrastrutturali.
Regolamentazione, anche con valutazione paesaggistica, per l’attivazione di colture arborate ai fini della produzione di energia da biomasse.

5.  Salvaguardia/Valorizzazione dell’ecosistema umido del Padule di Suese e Biscottino.
Salvaguardia degli ecosistemi umidi quali risorse a rischio a causa della loro limitata estensione e della posizione ai margini della agglomerato urbano livornese, con particolare attenzione alla limitazione delle interferenze antropiche ai confini delle aree protette.
Mantenimento dei livelli di umidità che presentano condizioni critiche e conservazione delle peculiarità dei caratteri vegetazionali delle zone palustri.  
Valorizzazione delle relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette, anche a scala interprovinciale (Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli).

6.  Salvaguardia/Valorizzazione dei mosaici paesaggistici a dominante forestale dei “Monti Livornesi”.
Salvaguardia della continuità delle aree boschive come sistema trasversale, di interesse semiologico, ecosistemico e percettivo, che si snoda dal litorale alle aree collinari più interne, con specifica regolamentazione per la gestione e conservazione del mosaico vegetazionale della macchia mediterranea, per il mantenimento del sistema delle aree agricole intercluse e la presenza di specifici elementi di interesse (gabbri, affioramenti rocciosi, sorgenti).
Salvaguardia delle peculiari qualità ecosistemiche delle aree forestali e monitoraggio della consistenza e stato di conservazione dei boschi e attivazione di azioni di controllo del rischio di incendi.
Riqualificazione delle aree degradate e in abbandono (aree residuali dell’attività estrattiva, aree percorse da incendi, aree di rimboschimento di conifere, viabilità forestale in degrado) e riqualificazione del patrimonio insediativo (coloniche, mulini e nuclei rurali).
Incentivazione della produzione di energia con l’utilizzo di biomasse agricole e forestali, regolamentando i processi di trasformazione dei caratteri strutturali del paesaggio, mediante, ad esempio, la selezione per i nuovi impianti di specie vegetali in associazione con quelle esistenti.
Valorizzazione delle formazioni geologiche ofiolitiche e gabbri che conferiscono al paesaggio una spiccata valenza turistico-didattica.
Valorizzazione delle peculiari qualità percettive dell’articolazione morfo-tipologica, con particolare attenzione alle condizioni di fragilità visuale proprie delle sommità dei rilievi, soprattutto in relazione posizionamento di generatori eolici e/o ripetitori e antenne.
Valorizzazione della generale valenza panoramica della viabilità minore di attraversamento.

7.  Salvaguardia/Valorizzazione della costa rocciosa di Antignano-Quercianella.
Salvaguardia della singolare conformazione geomorfologica della costa e delle relazioni percettive e ecosistemiche esistenti tra il mare e i versanti rocciosi ricoperti dalla macchia mediterranea, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici.
Salvaguardia e potenziamento del valore panoramico della strada Aurelia e del sistema delle torri di avvistamento lungo il litorale.
Recupero e valorizzazione delle antiche cave dismesse, “vasche o piscine” di origine etrusca e romana tra Boccale e Calafuria, salvaguardandone il valore testimoniale storico e naturalistico in presenza della loro attuale funzione turistico/ricreativa.
Potenziamento delle connessioni tra costa ed entroterra con il controllo dei processi di urbanizzazione, edificazione e privatizzazione delle aree prospicienti il mare per il mantenimento del potenziale percettivo e di fruizione delle discese a mare.

8.  Salvaguardia/Valorizzazione del paesaggio collinare di Montenero.
Salvaguardia dell’articolazione morfologica dei crinali connessa al reticolo idrografico che le pertiene quale contesto scenico percettivo omogeneo.
Salvaguardia delle permanenze insediative e agrarie e delle relative relazioni paesaggistiche e funzionali esistenti tra gli insediamenti e le sistemazioni di versante, al fine del mantenimento dell’integrità storica e visuale.
Salvaguardia del valore panoramico dei percorsi di attraversamento del paesaggio, con preservazione e potenziamento delle visuali verso il mare e verso il paesaggio agrario e forestale dell’entroterra.
Riqualificazione e contenimento delle trasformazioni in atto con dispersione insediativa nella bassa collina, anche ai fini del miglioramento della qualità scenico-percettiva in relazione alle visuali dal mare verso il paesaggio dei terrazzi livornesi e attraverso interventi prioritari di recupero dell’edificato esistente di mezza costa.
Mitigazione degli impatti delle reti stradali e tecnologiche esistenti e specifici condizionamenti per le nuove infrastrutture previste, attraverso una particolare attenzione al mantenimento della funzionalità ecosistemica della copertura vegetale e del reticolo idrografico che dai rilievi si incunea all’interno dell’area urbanizzata.
Controllo, attraverso interventi di mitigazione e compensazione paesaggistica, dei fenomeni di urbanizzazione, in particolare di tipo produttivo e commerciale, innescata dai nuovi tracciati stradali.
Localizzazione di generatori eolici e/o ripetitori e antenne valutando la fragilità visuale propria di questo paesaggio.
Valorizzazione delle potenzialità ricreative del paesaggio periurbano collinare in relazione alla città di Livorno.

9.  Salvaguardia/Valorizzazione della rete insediativa storica delle colline livornesi.
Salvaguardia del sistema dei centri urbani minori finalizzata al mantenimento dell’integrità storica e visuale, relativa non solo ai manufatti architettonici ma anche all’intorno territoriale considerato di pertinenza, anche attraverso l’inserimento in circuiti di fruizione integrata delle risorse naturalistiche e culturali.
Conservazione dei caratteri culturali del paesaggio agrario di versante e delle relazioni paesaggistiche e funzionali tra le colture arborate e gli insediamenti.
Salvaguardia della rete della viabilità storica anche in riferimento al riconoscimento del valore panoramico, preservando e potenziando le visuali verso gli insediamenti aggregati e le emergenze architettoniche.
Gestione delle trasformazioni insediative e infrastrutturali sui versanti in funzione del mantenimento e del potenziamento della qualità scenico-percettiva, in particolare in relazione alla localizzazione di elementi tecnologici e al contenimento delle problematiche di dissesto idrogeologico.

10.  Salvaguardia/Valorizzazione del paesaggio agrario del fondovalle del fiume Fine.
Salvaguardia del paesaggio agrario delle colline argillose coltivate a seminativi, con particolare attenzione al contenimento della instabilità dei terreni mediante opere di ingegneria naturalistica, la limitazione delle opere di trasformazione morfologica dei versanti ed il potenziamento delle fasce vegetate dei corsi d’acqua e del limitare dei coltivi.
Mitigazione degli impatti della rete e delle opere infrastrutturali, impiantistiche e tecnologiche che risultano particolarmente evidenti in relazione alla diffusa omogeneità, percettivamente caratterizzante, del paesaggio delle colture erbacee.
Valorizzazione del carattere di panoramicità della via Emilia e delle relazioni visuali con il paesaggio in continuità oltre i confini provinciali.
Valorizzazione delle relazioni fra le aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (lago di Santa Luce).