Art. 39 Identità tipologica e integrità funzionale del reticolo viario storico e dei relativi caratteri visuali (ISF 7)

1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione funzionale tra rete infrastrutturale e territorio utile a garantire l’accessibilità e la fruizione delle risorse, attraverso il sistema delle strade di rilievo storico-culturale e di pregio paesaggistico e panoramico, compresi i collegamenti veloci (Aurelia, autostrada, ferrovia) e la rete minore, e la permanenza dei caratteri di panoramicità (con la limitazione degli insediamenti lineari ai margini, sia di tipo residenziale che produttivo o turistico).
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità paesaggistica delle infrastrutture quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti nei quattro sistemi territoriali:

SISTEMA 1:
  •     mantenimento dei caratteri di panoramicità della rete stradale lungo la costa e a margine dell’abitato, preservando le aperture visuali esistenti anche verso l’entroterra per potenziare il valore panoramico nel rapporto tra la pianura terrazzata e la corona dei Monti Livornesi;
  •     salvaguardia dei tracciati minori (antica via consolare Emilia, ferrovia Leopolda-Maremmana, percorsi di crinale), per il mantenimento dei caratteri di panoramicità, anche con interventi di selezione della vegetazione utili ad amplificare il carattere suggestivo delle qualità paesaggistiche delle vallecole minori;
  •     controllo e limitazione per l’installazione di elementi tecnologici (attrezzature della cantieristica navale, elettrodotti, impianti di telefonia mobile, impianti eolici, etc.) a rischio di compromissione di contesti di alta valenza paesaggistica.
SISTEMA 2:
  •     mantenimento del fitto reticolo della viabilità interpoderale delle bonifiche idrauliche ottocentesche e dei filari alberati che lo accompagnano, con limitazione all’installazione di elementi speciali, quali serre per vivai e colture orticole, per il rischio di compromissione degli appoderamenti storicizzati di alta valenza paesaggistica;
  •     valorizzazione dei coni visuali sui borghi collinari emergenti e sulle emergenze paesaggistiche del territorio, quali elementi di riferimento geografico e attrattori della percezione dell’osservatore;
  •     conservazione dei caratteri di discontinuità tra i centri abitati e della permanenza di caratterizzazione del sistema consolidato degli appoderamenti dei territori della bonifica;
  •     ricomposizione paesaggistica del sistema delle vallecole minori (quali la valle del Lodano da Sassetta), dove il parziale abbandono delle pratiche colturali presenta fenomeni di degrado all’interno di una porzione di territorio di forte suggestione.
SISTEMA 3:
  •     conservazione degli alberi a filare a segnare la viabilità, anche attraverso interventi di sostituzione e potenziamento della rara vegetazione esistente, per mantenere il carattere semiologico storicizzato del paesaggio della Val di Cornia;
  •     il controllo di nuove piantagioni (arboricoltura, biomassa, etc.) al fine di evitare l’oscuramento di visuali interessanti, di suggestione paesaggistica o di osservazione su particolarità di valore naturalistico (osservatori, aree umide);
  •     valorizzazione del patrimonio edilizio diffuso di interesse paesaggistico (casali colonici, torri, fornaci dismesse ed elementi di archeologia industriale) e ricomposizione dei sistemi paesaggistici storicizzati degli spazi aperti di pertinenza con particolare attenzione alla limitazione della frammentazione;
  •     controllo e limitazione per l’installazione di elementi tecnologici (attrezzature della cantieristica navale, elettrodotti, impianti di telefonia mobile, impianti eolici, etc.) a rischio di compromissione di contesti di alta valenza paesaggistica nell’apertura visuale dal mare alla corona delle Colline Matallifere.
SISTEMA 4:
  •     mantenimento della fitta rete dei sentieri delle isole, in particolare per i percorsi minori antichi e di viabilità forestale, dove la scarsa frequentazione e la modesta manutenzione rischiano di compromettere le potenzialità di fruizione dell’infrastruttura;
  •     conservazione delle visuali panoramiche di pregio, anche con intervento selettivo sulla vegetazione per mantenere le potenzialità percettive dei luoghi, con creazione di piccole aree di sosta e materiale informativo (cartellonistica) per migliorare la percezione e la comprensione delle caratterizzazioni locali.