STATUTO DEL TERRITORIO - Art.38
Art. 38 Identità paesaggistica degli insediamenti aggregati in contiguità con la permanenza di articolati mosaici agrari e forestali (ISF 6)
1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione morfologica e funzionale degli elementi di caratterizzazione dei borghi collinari, dei centri di pianura e del sistema degli appoderamenti, in relazione alla struttura storicizzata del contesto paesaggistico, dove la permanenza degli articolati mosaici agrari e forestali costituisce un patrimonio paesaggistico di forte rilievo storico-culturale.
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità paesaggistica degli insediamenti quale come requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per ciascuno dei quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità paesaggistica degli insediamenti quale come requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per ciascuno dei quattro sistemi territoriali:
SISTEMA 1:
- mantenimento della significativa relazione tra l’edificato e gli elementi del sistema delle colture tradizionali terrazzate che caratterizzano tanto la campagna interclusa tra Livorno e la collina di Montenero, quanto il paesaggio che dalla pianura di Collesalvetti risale il versante orientale dei Monti Livornesi, seppure in parte in trasformazione (per interventi di ordine colturale, infrastrutturale, insediativo, produttivo), ma nei quali la permanenza dei valori di qualità percettiva evidenzia il mantenimento di elementi di continuità paesaggistica;
- valorizzazione dell’articolato complesso del sistema dei borghi pedemontani che sovrasta la via Emilia, nella permanenza dei caratteri di discontinuità morfologica e delle relazioni visuali con il contesto delle colture agrarie, nella separazione degli insediamenti e nella loro relazione di continuità come sistema.
- mantenimento dei caratteri di diversificazione tra borghi rurali e appoderamenti, per la conservazione di caratteri identitari peculiari (edificato colonico dominante sulla geometria degli appoderamenti segnata da canali, carrarecce e filari) da salvaguardare e valorizzare nella propria unicità, nella relazione col contesto agrario e nella contemporanea appartenenza ad un sistema insediativo storicizzato;
- conservazione dei caratteri forestali in relazione ai borghi montani (Sassetta, Montioni), essenziale per il mantenimento dei caratteri paesaggistici di rilievo per il ruolo di presidio territoriale e per la forte caratterizzazione in relazione alle caratteristiche geomorfologiche e forestali;
- salvaguardia degli elementi di pregio paesaggistico nel rapporto con l’intorno, con particolare riferimento alle colture ad oliveto e vigneto fino al singolare sistema di appoderamenti della via Bolgherese (fabbricato principale, con torre colombaia, cappellina, carraia laterale, magazzini, fontanile) che mantiene caratteri architettonici e di relazione col contesto agrario di straordinaria ricchezza;
- connotazione dei paesaggi in transizione dove la crescita urbana (residenziale, produttiva, infrastrutturale) si contrappone ai caratteri paesaggistici del territorio aperto senza riuscire a creare una relazione con la matrice paesaggistica rurale né tanto meno con i centri urbani strutturati (Castagneto Carducci-Donoratico, Rosignano Marittimo-Rosignano Solvay, Cecina-S.Pietro Palazzi) con la creazione di un nuovo paesaggio urbano indifferenziato e la perdita dei caratteri percettivi e di memoria storica della caratterizzazione in continuità del paesaggio rurale.
- salvaguardia delle relazioni paesaggistiche ed ecosistemiche tra i sistemi insediativi ed il contesto del mosaico agrario e forestale, con particolare attenzione al mantenimento dei versanti terrazzati delle colture tradizionali ed alla caratterizzazione architettonica rurale dei centri storici minori (Belvedere, San Carlo, San Lorenzo, etc.);
- potenziamento e l’ampliamento delle fasce di bosco per incrementare il potenziale di connessione ecologica delle aree interne della val di Cornia in relazione alla frammentazione del sistema insediativo di coloniche ed annessi della parcellizzazione minuta delle colture orticole;
- ricomposizione forestale delle aree agricole dismesse per il recupero delle relazioni col sistema insediativo e con le colture permanenti al fine di mantenere l’articolazione storicizzata ed una caratterizzazione paesaggistica significativa.
- salvaguardia delle relazioni significative tra sistema insediativo e mosaico colturale e forestale (i castagneti di Marciana e Poggio, gli arborati di San Piero e Sant’Ilario all’Elba, le casette bianche di Capraia), tanto nelle valenze ecosistemiche che nelle relazioni spaziali e paesaggistiche di caratterizzazione architettonica e funzionale;
- mantenimento delle caratterizzazioni colturali in relazione ai centri abitati, specialmente nelle isole minori caratterizzate da modesta presenza umana, dove spesso la conformazione paesaggistica è stata strutturata in relazione all’attività degli istituti di pena (Capraia, Pianosa, Gorgona), oggi in parte inattivi.