Art. 12 Valori naturalistici ed ecosistemici - Ambiti con significativi caratteri di naturalità e di biopermeabilità (A2)

1. Definizioni. Il PTC individua gli ambiti con significativi caratteri di naturalità e biopermeabilità nei corsi e corpi d’acqua, nelle zone umide, nelle dune e spiagge, nei boschi, nelle macchie e arbusteti, nelle pinete litoranee e boscaglia termofila con ginepro, nella vegetazione di ripa, nei prati pascolo, negli affioramenti rocciosi. Per biopermeabilità si intende l’inesistenza di urbanizzazioni e forme di uso antropico intensivo, anche di tipo agricolo, siano esse relative a monocolture erbacee che arboree.
2. Criteri per la tutela. E’ opportuno che siano emanate anche a livello comunale specifiche disposizioni finalizzate alla salvaguardia degli ecosistemi degli ambiti con significativi caratteri di naturalità e biopermeabilità in conformità ai seguenti criteri:
  •     proteggere e migliorare dal punto di vista ecologico e morfologico i corsi d’acqua, attraverso il recupero di spazi agli alvei, il ripristino di andamenti meandrici, il rallentamento dello scorrimento delle acque e il mantenimento dei livelli di deflusso minimo vitale, nonché la realizzazione delle opere necessarie mediante tecniche di ingegneria naturalistica;
  •     tutelare le aree umide, monitorando i livelli di umidità e mantenendo le condizioni minime vitali, controllando l’incidenza delle opere di drenaggio posizionate anche nelle aree limitrofe, regolando la fruizione antropica e disciplinando le trasformazioni paesaggistiche al contorno, al fine di ridurre le minacce nei confronti degli ecosistemi a rischio;
  •     favorire la ripresa degli equilibri geomorfologici e ecosistemici delle aree dunali, attraverso il controllo dell’erosione marina, della fruizione antropica e delle trasformazioni paesaggistiche nelle aree limitrofe, al fine di ridurre i disturbi nei confronti degli ecosistemi a rischio;
  •     conservare la copertura boschiva per salvaguardarne le funzioni paesaggistiche di tipo naturalistico ed ecologico e mantenere un alto grado di biodiversità, al cui fine è richiesta l’individuazione di fasce filtro almeno di 10 metri dal margine del bosco dove agevolare la formazione di aree ecotonali quali zone di transizione tra le aree seminaturali e quelle dell’attività antropica per limitare l’interferenza tra usi del suolo diversi e conflittuali;
  •     conservare la ricchezza vegetazionale della macchia mediterranea favorendo, nei casi di rimboschimento, la piantagione di specie vegetali in associazione naturale con quelle spontanee ed evitando comunque i rimboschimenti di conifere;
  •     proteggere e favorire il miglioramento ecologico delle formazioni forestali artificiali (pinete litoranee) con controllo della fruizione antropica;
  •     conservare e incrementare qualitativamente e quantitativamente le formazioni vegetali ripariali, al fine di un progressivo recupero della naturalità dei corsi d’acqua, delle capacità di autoregolazione e protezione, della valenza ecologica svolta dal corridoio vegetazionale;
  •     salvaguardare le aree aperte intercluse dalla spontanea espansione del bosco per la loro importanza ecosistemica, favorendo la riconversione a pascoli e prati pascolo di territori agricoli in abbandono;
  •     salvaguardare le emergenze di interesse geo-morfologico.
I PS conformano le trasformazioni paesaggistiche e le attività ammissibili nelle aree con significativi caratteri di naturalità e biopermeabilità in relazione ai seguenti criteri:
  •     salvaguardare tali aree nella loro complessità paesaggistica dipendente dai caratteri morfologici, geologici, idrogeologici, vegetazionali, considerando le relazioni sistemiche tra le risorse;
  •     disciplinare l’accesso e la fruizione di tali aree, definendone limiti e condizioni di uso con modalità compatibili con le loro caratteristiche paesaggistiche e subordinando la realizzazione di infrastrutture e attrezzature necessarie alla valorizzazione ai principi prioritari di conservazione;
Occorre inoltre che siano  individuate  misure di governo territoriale per le aree limitrofe agli ambiti con caratteri di naturalità considerandone la fragilità ecotonale, sia relativamente alle attività agricole (scarichi, inquinanti, uso di mezzi meccanici), che alle espansioni insediative o alla localizzazione di impianti a rete per il trasporto dell’energia e di altre infrastrutture, predisponendo opportune opere di compensazione paesaggistica per limitare l’impatto sugli ecosistemi ed attenuare gli effetti di interferenza e di alterazione percettiva del paesaggio.