Art. 41 Identità paesaggistica dei contesti di diretta pertinenza dei beni culturali soggetti a tutela (ISF 9)

1. Definizioni. Il PTC individua quale invariante la peculiare relazione funzionale e percettiva della permanenza di elementi di connessione tra i beni d’interesse storico-culturale vincolati e gli elementi di rilievo paesaggistico all’interno dei relativi contesti del paesaggio ordinario. Gli elementi di rilevanza culturale e percettiva costituiscono parte di sistemi complessi nella relazione con gli elementi ecosistemici naturali dove la forte caratterizzazione architettonica e storica dialoga in condizioni di raro equilibrio con le sistemazioni agrarie, le tessiture colturali e le masse arborate.
2. Criteri per la coerenza. Il PTC definisce la salvaguardia dell’identità paesaggistica dei beni culturali nella relazione col paesaggio agricolo e rurale quale requisito essenziale per la sostenibilità delle politiche e delle azioni di governo territoriale degli strumenti urbanistici comunali e dei piani di settore provinciali.
Il PTC definisce i seguenti criteri per interventi prioritari all’interno degli strumenti e atti di governo del territorio comunali e nei progetti di paesaggio, distinti per i quattro sistemi territoriali:

SISTEMA 1:
  •     potenziamento del corridoio connettivo tra la città di Livorno, con il patrimonio architettonico del centro storico e l’espansione moderna e contemporanea che occupa la pianura, e l’articolazione dei versanti occidentali di Montenero e dei Monti Livornesi, nella salvaguardia del peculiare rapporto tra la rarefatta edificazione del versante collinare, il patrimonio storico dei borghi originari e il sistema delle colture terrazzate;
  •     potenziamento dei caratteri percettivi delle relazioni tra l’edificazione storica lungo la costa ed i caratteri naturalistici e le particolarità geomorfologiche (falesie e vegetazione spontanea), dove le storiche torri di controllo costiero si alternano alle ville private e giardini in aree d’interesse archeologico;
  •     potenziamento delle peculiarità storiche nell’intorno di Collesalvetti, dalle ville storiche ai borghi collinari, alla particolarità del tracciato dell’antico Acquedotto di Colognole, testimonianza di pregio storico e paesaggistico.
SISTEMA 2:
  •     salvaguardia degli elementi storici matrice all’interno degli ambiti urbani (torre medicea di Vada, centro storico di Cecina, castello di Rosignano, sistema Bolgheri-San Guido col doppio filare di cipressi, etc.) nelle relazioni col contesto paesaggistico;
  •     valorizzazione dei manufatti storici minori (nuclei rurali, mulini, cascinali) spesso relazionati da una strada (California, Sassetta, Castagneto Carducci) o da un sistema di appoderamenti (Vada, Bolgheri) quali lementi di aggregazione del sistema stesso che ne garantiscono la caratterizzazione paesaggistica e la valenza peculiare.
SISTEMA 3:
  •     salvaguardia delle interrelazioni tra gli elementi storici ed il contesto paesaggistico del sistema Parco di San Silvestro, con l’antico castello e gli edifici della Miniera del Temperino, le rovine del villaggio Etruscan Mines,Villa Lanzi e Palazzo Gowet legati allo sfruttamento minerario, nella relazione funzionale e paesaggistica col contesto delle Colline Metallifere, i borghi medievali di Campiglia Marittima e Suvereto, il centro etrusco di Populonia, il golfo di Baratti ed il centro urbano di Piombino.
  •     salvaguardia degli elementi di valore storico-culturale nelle relazioni col paesaggio ordinario (Val di Cornia) e conservazione degli elementi di caratterizzazione paesaggistica dell’intorno (canalizzazioni, vegetazione di margine, parcellizzazione minuta, etc.).
SISTEMA 4:
  •     salvaguardia del patrimonio di pregio storico-culturale delle isole dell’arcipelago nel mantenimento delle relazioni con le peculiarità paesaggistiche del contesto che li contiene, al fine di garantire l’equilibrio del complesso sistema;
  •     mantenimento dei caratteri di pregio architettonico delle strutture specialistiche nelle relazioni col contesto più ampio (Elba: Palazzina Napoleonica-giardino-campagna agricola; Terme San Giovanni-parco-canali laguna; Eremo S.Caterina, orto botanico-versanti boscati; Torre San Giovanni-visuale sul golfo-arbusteti spontanei delle rocce; Strutture carcerarie di Pianosa e colture agrarie; terrazzamenti in relazione ai borghi di Capraia e Gorgona; etc.);
  •     limitazione dell’espansione urbana (all’Elba Marina di Campo, Porto Azzurro, Capoliveri, Portoferraio), responsabile della disaggregazione del tessuto fondiario, con fenomeni di frammentazione paesaggistica e di scarsa caratterizzazione del nuovo costruito, elementi che compromettono fortemente le qualità percettive e le valenze paesaggistiche anche nella relazione con elementi storici di pregio (visuale da Poggio sul golfo di Marina di Campo, percorso da Porto Azzurro alla Madonna del Monserrato, paesaggio ad alta fragilità visuale del versante di Capoliveri, versante occidentale di Portoferraio etc.).