Art. 8 Obiettivi specifici di qualità paesaggistica - Sistema di Paesaggio insulare

​​​​​1. Il PTC persegue gli obiettivi di qualità paesaggistica del territorio connotato dal Sistema di Paesaggio insulare recati dal presente articolo. I PS dei Comuni interessati definiscono e attuano politiche territoriali idonee a salvaguardare e a migliorare le qualità identificate dagli obiettivi specifici provinciali.

2.  Salvaguardia/Valorizzazione degli ecosistemi e degli habitat floro-faunistici peculiari.
Salvaguardia degli ecosistemi sia terrestri che marini di particolare interesse per le peculiarità dei luoghi, talvolta a rischio per la pressione antropica, e per l’esistenza di specie rare ed endemiche, ai fini dell’incremento della presenza di fauna stanziale e migratoria, della conservazione degli elevati valori di naturalità propri di tutte le isole, in particolare le minori, del mantenimento di un alto livello di diversità floristica e vegetazionale e del potenziamento delle connessioni ecologiche tra costa e entroterra.
Salvaguardia degli habitat rupestri.
Valorizzazione delle risorse faunistiche per lo sviluppo di attività di tipo turistico-ricreativo di osservazione degli habitat naturali, con particolare attenzione alla limitazione dei disturbi antropici.

3.  Salvaguardia/Valorizzazione dei sistemi dunali costieri.
Riqualificazione delle aree dunali e retrodunali presenti all’isola d’Elba (golfo di Lacona, golfo di Marina di Campo, golfo della Biodola) in situazioni di forte antropizzazione e in condizioni di intense trasformazioni morfologiche e vegetazionali, al fine di favorire la ripresa dell’equilibrio geomorfologico del sistema, riducendo gli effetti impattanti della presenza di attrezzature turistiche, percorsi carrabili e passaggi pedonali indiscriminati.
Miglioramento della caratterizzazione delle nuove espansioni edilizie attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura), l’attenta valutazione del carico sostenibile per l’approvvigionamento idrico ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Esclusione degli interventi di trasformazione che comportino incremento del carico insediativo nelle aree costiere, in particolare nelle zone dove ancora permangono significativi caratteri di naturalità.
Attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici e commerciali.
Potenziamento della vegetazione e creazione di percorsi pedonali e ciclabili di collegamento al mare per limitare l’interferenza antropica con i più delicati ecosistemi, recupero e ricomposizione delle pinete litoranee degradate dall’intenso uso antropico, pur nel potenziamento delle vocazionalità ricreative.

4.  Salvaguardia/Valorizzazione della struttura geomorfologia caratteristica.
Salvaguardia delle specifiche conformazioni geomorfologiche delle isole quali caratteri di particolare interesse paesaggistico sia d’insieme che relativo a determinati elementi di interesse (falesie, affioramenti rocciosi, grotte marine).
Tutela della linea di costa, ai fini del mantenimento dei valori naturalistici e percettivi e controllo dei fenomeni di erosione del litorale roccioso e sabbioso, con limitazione e verifica della qualità delle opere di ripascimento delle spiagge.
Particolare attenzione al posizionamento di generatori eolici e/o ripetitori e antenne in considerazione della sensibilità visuale dei paesaggi insulari.
Ripristino ambientale delle aree degradate, in particolare interventi di mitigazione degli impatti derivanti dallo svolgimento di attività estrattive di cave ancora in funzione (Colle Reciso a Portoferraio), attraverso progetti paesaggistici che comprendano il sito estrattivo in relazione ad una significativa porzione di paesaggio, per attivare efficaci interventi di limitazione degli impatti e ricomposizione paesaggistica.
Ricomposizione ecosistemica e paesaggistica delle aree ex-minerarie con potenziamento del carattere culturale e percettivo del rapporto uomo-territorio, attraverso l’attivazione di forme di potenziamento dell’offerta culturale (ecomuseo all’aperto) in grado di valorizzare tutta l’Elba orientale (Capoliveri, Porto Azzurro, Rio Marina, Cavo).
Valorizzazione dei valori scenico-percettivi soprattutto legati all’avvicinamento alle isole dal mare e attenzione ai punti di fragilità visuale nell’inserimento di reti e impianti tecnologici.

5.  Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico forestale dominante.
Salvaguardia della macchia mediterranea dominante nella composizione vegetale dell’arcipelago, con necessità di regolamentazione per la gestione ed il controllo dei fenomeni evolutivi (mantenimento del mosaico agrario intercluso nelle formazioni forestali e limitazione dei fenomeni di diffusione di specie infestanti, conservazione delle aree incolte in quanto funzionali alla sussistenza di un alto grado di diversità), dei processi di rimboschimento (controllo delle specie introdotte con esclusione e progressiva sostituzione di quelle esotiche), delle condizioni di elevata vulnerabilità agli incendi.
Mantenimento della fitta rete dei sentieri e della viabilità forestale, dove la scarsa frequentazione rischia di compromettere le potenzialità di fruizione con potenziamento dei valori panoramici e delle visuali di pregio.
Conservazione del caratteristico paesaggio della gariga dei versanti rocciosi.
Conservazione e valorizzazione delle dominanze nelle strutture forestali di notevole impatto paesaggistico quali sugherete, castagneti, pinete, anche di valore storico.
Rafforzamento della copertura forestale a Pianosa, anche con integrazione di colture arborate con linea di coltivazione biologica.

6. Riqualificazione/Valorizzazione degli assetti agrari tradizionali.
Conservazione e recupero degli assetti tradizionali dei terrazzamenti coltivati a vigneto ed oliveto, salvaguardando l’elevata articolazione particellare delle colture proprie dell’isola d’Elba e contrastando le tendenze evolutive in atto di rinaturazione per abbandono delle pratiche colturali, particolarmente evidenti a Capraia e Gorgona, anche attraverso la riconversione verso forme di agricoltura biologica.
Salvaguardia degli assetti idrogeologici attraverso la costante manutenzione delle sistemazioni idrauliche di versante.
Incentivazione di attività agro-silvo-pastorali quale presidio paesaggistico del territorio collinare, con modalità compatibili con la valorizzazione del turismo rurale attraverso il recupero e la riconversione, conservandone i caratteri della matrice rurale, delle strutture architettoniche ad uso turistico-residenziale.
Promozione dell’utilizzo dei residui derivanti dalle colture arborate ai fini della produzione di energia da biomasse.

7. Salvaguardia/Valorizzazione del patrimonio architettonico e archeologico.
Tutela dei resti degli antichi insediamenti etruschi e romani e valorizzazione dei siti archeologici ai fini della creazione di circuiti di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali (ecomuseo Capoliveri, Porto Azzurro, Rio Marina, Cavo).
Conservazione degli elementi di caratterizzazione peculiare dei centri aggregati e delle emergenze architettoniche, in funzione del mantenimento dell’integrità storica e visuale del patrimonio insediativo.
Salvaguardia delle specifiche relazioni tra elementi di rilevanza storico-culturale e paesaggio, in particolare in riferimento alla percezione dal mare.
Salvaguardia della valenza panoramica dei tratti della rete stradale, sia per le visuali verso gli insediamenti emergenti che verso il mare.
Limitazione agli interventi di nuova urbanizzazione in prossimità della costa, con priorità per interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

8. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico rurale dagli effetti della densificazione edilizia e infrastrutturale di tipo turistico-stagionale.
Limitazione delle trasformazioni insediative e infrastrutturali dando priorità agli interventi di riqualificazione delle strutture balneari e ricettive esistenti, in particolare nelle isole Elba e Capraia.
Contenimento dell’urbanizzazione diffusa di tipo turistico-stagionale, particolarmente evidente all’isola d’Elba, che compromette le qualità paesaggistiche e le funzionalità ecosistemiche, con particolare attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, residenziale, turistico) e per contrastare efficacemente i fenomeni di ingressione del cuneo salino.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Controllo e miglioramento dei sistemi di convogliamento ed allontanamento delle acque reflue urbane e limitazioni dell’inquinamento luminoso delle espansioni residenziali.
Destagionalizzazione e individuazione di opportunità di sviluppo verso modelli che contemplino un turismo meno localizzato, sia spazialmente che temporalmente, alleggerendo la pressione antropica stagionale sulla costa.
Particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici, con specifiche misure di inserimento paesaggistico per le attrezzature portuali e diportistiche, in considerazione del delicato equilibrio tra attrezzature per la nautica e qualità della balneazione, valutazione e verifica della permanenza dei caratteri di naturalità in relazione al carico antropico turistico previsto.

9.  Salvaguardia/Valorizzazione delle risorse idro-termali integrate con funzioni ricettive e di servizio, anche con funzione di destagionalizzazione delle potenzialità di offerta turistica.
Controllo e potenziamento della potenzialità offerta dalla presenza delle risorse idro-termali e delle attività produttive e di servizi ad essa connesse, con particolare riferimento alla struttura di talassoterapia delle Terme di San Giovanni (Portoferraio).
Particolare attenzione alla limitazione delle attività conflittuali presenti ed in ampliamento delle aree artigianali e produttive limitrofe alla laguna, con controllo sui sistemi di convogliamento ed allontanamento delle acque reflue e delle eventuali sostanze inquinanti per garantire la conservazione delle qualità peculiari della vegetazione marina del bacino lagunare di San Giovanni.
Misure di inserimento paesaggistico per le attività artigianali limitrofe con quinte vegetate di separazione.
Potenziamento dell’offerta con attenzione a favorire la destagionalizzazione della presenza turistica, anche in considerazione delle specifiche stagionali dei trattamenti.
Valorizzazione delle peculiarità turistiche dei luoghi, della laguna, del sistema di canali e chiuse che caratterizza il complesso di cui si gode ampia e completa visuale dall’area archeologica della Villa romana Le Grotte (Portoferraio).

10. Riqualificazione/Valorizzazione dei paesaggi delle ex-colonie penali e dei paesaggi minerari.
Recupero degli edifici e strutture penali in abbandono e delle relative sistemazioni idraulico-agrarie dei versanti di Capraia e del sistema degli appoderamenti di Pianosa, contrastando le tenenze evolutive di rinaturazione in atto (scomparsa dei terrazzamenti a Capraia, diffusione di incolti e vegetazione infestante a Pianosa), con riuso dei complessi edilizi per attività compatibili e funzionali al potenziamento delle attività didattico-ricreative del Parco dell’Arcipelago.
Promozione di attività agricole a basso impatto volte a ripristinare il presidio antropico sul territorio compatibilmente con la conservazione dei valori naturalistici.
Riqualificazione paesaggistica delle aree estrattive dismesse e delle relative strutture di servizio abbandonate, anche in relazione alla rete dei sentieri escursionistici di interesse naturalistico per la valorizzazione dei paesaggi minerari al fine della possibile costituzione di un parco archeo-minerario dell’isola d’Elba.
Riqualificazione e valorizzazione di Monte Calamita, delle aree di Porto Azzurro e delle aree dell’Elba nord-orientale (Rio Marina, Cavo) attraverso interventi finalizzati alla ricomposizione paesaggistica e alla valorizzazione culturale dei luoghi, con attenzione al mantenimento dei caratteri percettivi di particolare interesse scenografico e secondo criteri di recupero degli equilibri ecosistemici.
Valorizzazione paesaggistica rivolta alla creazione di un museo territoriale (ecomuseo) con circuiti turistico-didattici, recuperando i segni della storia (percorsi di cava, terrazzamenti ad uso agricolo, macchinari e strutture portuali), ricomponendo gli aspetti  naturalistici di rilievo, preservando l’accessibilità alla spiaggia, limitando le opere di urbanizzazione, l’edificazione residenziale e turistica e l’organizzazione delle strutture ricettive marine, ma incentivando il recupero del patrimonio edilizio esistente.