Art.7 Obiettivi specifici di qualità paesaggistica - Sistema di Paesaggio del Cornia e delle Colline Metallifere


​​​​​​1. Il PTC persegue gli obiettivi di qualità paesaggistica del territorio connotato dal Sistema di Paesaggio della pianura del Cornia e delle Colline Metallifere recati dal presente articolo. I PS dei Comuni interessati definiscono e attuano politiche territoriali idonee a salvaguardare e a migliorare le qualità identificate dagli obiettivi specifici provinciali.

2.  Salvaguardia/Valorizzazione dei paesaggi della bonifica della Val di Cornia.
Salvaguardia dell’assetto idraulico-agrario storico dei paesaggi della bonifica, attraverso il mantenimento dell’efficienza del reticolo dei canali, la valorizzazione dei manufatti idraulici, il recupero della trama fondiaria minuta della rete della viabilità interpoderale, il potenziamento dei filari alberati e delle siepi campestri.
Conservazione e potenziamento del ruolo del fiume Cornia quale corridoio ecologico, con incremento della vegetazione riparia lungo i corsi d’acqua e dei nuclei boschivi planiziali quali importanti tessere della struttura ecosistemica di connessione tra le pinete litoranee e le aree forestali collinari.
Attenzione alle problematiche di approvvigionamento idrico, per la manifesta criticità idrica, con specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, industriale, residenziale, turistico) e per contrastare efficacemente i fenomeni di ingressione del cuneo salino con controllo dei prelievi dai pozzi per uso irriguo ed industriale.
Mitigazione degli impatti delle reti infrastrutturali e tecnologiche esistenti e valutazione paesaggistica per l’inserimento di nuovi tracciati.
Contenimento della dispersione insediativa in area agricola e della polverizzazione dei nuclei fondiari con insediamenti residenziali stagionali, regolamentazione delle trasformazioni ai fini turistici di campeggi, parcheggi camper, aree servizi in prossimità della costa, con utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Valorizzazione del patrimonio edilizio diffuso di interesse paesaggistico e del sistema difensivo delle torri costiere.

3.  Salvaguardia/Valorizzazione degli ecosistemi umidi del padule Orti-Bottagone.
Salvaguardia delle due aree umide attigue, quella salmastra di Orti con salicornia e quella d’acqua dolce del Bottagone, con canneto e prati allagati, per il valore naturalistico e storico-testimoniale (palude relitta).
Protezione degli ecosistemi umidi ad alta vulnerabilità per l’elevata antropizzazione ai loro confini (prossimità agli insediamenti industriali, passaggio della Strada Geodetica, attraversamento di linee elettriche), con attenzione alla limitazione della pressione antropica esercitata dalla frequentazione turistica delle aree costiere e all’inquinamento delle acque.
Tutela del valore naturalistico al fine di favorire e potenziare la presenza di avifauna e la connessione tra gli ecosistemi della costa e dell’entroterra.
Attenzione alle problematiche di mantenimento del livello degli acquiferi con controllo sulle opere di drenaggio delle aree agricole limitrofe e specifica valutazione del carico sostenibile per interventi di diverso uso del suolo (agricolo, industriale, residenziale, turistico) per garantire il minimo vitale all’ecosistema.
Valorizzazione del sistema di relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (Rimigliano, Sterpaia, Tombolo di Follonica).

4. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico rurale dei versanti collinari di Campiglia e Suvereto.
Salvaguardia dei tessuti agrari storici attraverso la conservazione delle sistemazioni idrauliche di versante e delle colture arborate su terrazzamento, solitamente collocate in diretta relazione con il sistema insediativo tradizionale, contrastando le tendenze involutive in atto per abbandono colturale e progressiva rinaturazione con conseguente degrado delle sistemazioni idraulico-agrarie.
Salvaguardia dell’integrità storica e visuale degli insediamenti collinari e potenziamento dei valori panoramici della viabilità di accesso ai centri urbani e verso la Val di Cornia e l’Arcipelago, con limitazione alle trasformazioni colturali con sostituzione di colture pregiate e alterazione del profilo dei terreni (da oliveto su terrazzamento a vigneto specializzato).
Salvaguardia e valorizzazione delle risorse idro-termali integrate in modo sostenibile con funzioni turistico-ricettive.
Controllo delle trasformazioni insediative generalmente localizzate nella fascia di bassa collina/pianura con utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura), corretta valutazione  delle esigenze di approvvigionamento idrico ed una coerente relazione col contesto paesaggistico, anche attraverso specifici interventi di riqualificazione delle relazioni paesaggistiche tra insediamenti di crinale e di pianura (Campiglia/Venturina).

5.  Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico forestale delle Colline Metallifere.
Salvaguardia della integrità morfologica e vegetazionale dell’articolazione dei rilievi con valli profondamente incise e copertura continua di boschi di latifoglie e macchia mediterranea, con attenzione a peculiarità geologiche (affioramenti rocciosi, aree rupestri, ricchezza delle acque) e conservazione del patrimonio forestale di interesse storico-culturale (sugherete, castagneti, leccete).
Salvaguardia del mosaico agrario intercluso nelle formazioni forestali al fine del mantenimento della biodiversità, contrastando le tendenze involutive in atto, con monitoraggio della consistenza e stato di conservazione delle aree boschive.
Riqualificazione delle aree interessate dalle attività estrattive.
Riqualificazione e valorizzazione del sistema insediativo di tipo rurale sparso al fine di incentivare la ripresa di attività silvo-pastorali accentuando i principi di presidio, difesa del suolo e prevenzione incendi e la formazione di circuiti integrati di valorizzazione didattico-ricreativa.
Potenziamento dell’elevato valore ecosistemico delle zone collinari quali ultime propaggini delle Colline Metallifere verso la costa.
Valorizzazione della panoramicità della strada di crinale dei Quattro Comuni e particolare attenzione al posizionamento di generatori eolici e/o ripetitori e antenne in considerazione della fragilità visuale dei luoghi.

6. Salvaguardia/Valorizzazione del mosaico paesaggistico forestale di Montioni.
Salvaguardia del mosaico forestale di interesse ecosistemico e storico, con particolare attenzione alla conservazione del patrimonio vegetazionale costituito da castagni e sughere che testimoniano l’antica utilizzazione da parte dell’uomo delle risorse del bosco, delle colture forestali e del mosaico agrario intercluso dalle formazioni boschive.
Monitoraggio della consistenza e stato di conservazione delle aree boschive, con valorizzazione del ruolo connettivo di Montoni tra gli ecosistemi costieri e quelli delle Colline Metallifere.
Potenziamento della valenza panoramica della rete di strade e sentieri esistente.
Valorizzazione delle permanenze storico-architettoniche legate all’antico sfruttamento minerario e recupero della viabilità forestale per la creazione di circuiti turistico-ricreativi.
Valorizzazione delle relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (Livorno-Grosseto).

7.  Salvaguardia/Valorizzazione dei versanti rocciosi del Promontorio di Piombino.
Salvaguardia della conformazione geomorfologia della costa e delle relazioni percettive ed ecosistemiche esistenti tra il mare e i versanti rocciosi ricoperti dalla macchia mediterranea.
Salvaguardia dell’elevata naturalità del promontorio, con conservazione delle condizioni che lo caratterizzano quale luogo di interesse faunistico e vegetazionale anche nel consolidamento della rete di fruizione (potenziamento del valore panoramico della via dei Cavalleggeri, sistemazione delle discese a mare, regolamentazione della sosta veicolare).
Salvaguardia dell’integrità storica e visuale di Populonia, in posizione emergente sul promontorio e valorizzazione delle relazioni visuali con il Golfo di Baratti, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici.
Valorizzazione delle risorse archeologiche anche in relazione alla rete di itinerari di interesse naturalistico e turistico-didattico.

8.  Salvaguardia/Valorizzazione degli ecosistemi dunali costieri.
Salvaguardia degli ecosistemi dunali e retrodunali attraverso il controllo dell’erosione marina, della fruizione antropica (regolamentazione dei passaggi e accessi al mare, allontanamento della sosta veicolare), delle opere di urbanizzazione legate al turismo balneare.
Limitazione del carico insediativo lungo la costa e valutazione degli effetti paesaggistici di ogni trasformazione in ambito costiero, in particolare alle problematiche di approvvigionamento idrico per contrastare efficacemente i fenomeni di ingressione del cuneo salino.
Attenta valutazione della sostenibilità ambientale degli approdi turistici.
Valorizzazione delle relazioni ecosistemiche, storiche e visuali del litorale con il paesaggio agrario, in particolare del sistema di continuità delle pinete lungo la costa e del rapporto tra queste e i nuclei boschivi e le pinete più interne, in particolare col bosco di querce della Sterpaia, di alto valore naturalistico e culturale.
Valorizzazione delle relazioni fra aree in grado, per caratterizzazione ecosistemica, di costituire corridoi ecologici utili a favorire la connessione tra sistemi di aree protette anche a scala interprovinciale (Tombolo di Follonica).

9.  Salvaguardia/Valorizzazione dei siti archeologici di Baratti, Populonia e Colline Metallifere.
Salvaguardia delle emergenze di valore archeologico e valorizzazione all’interno dei loro contesti territoriali, anche attraverso opportune sistemazioni paesaggistiche delle strutture di servizio al fine di potenziare le funzioni didattico-ricreative con modalità compatibili con la conservazione dei valori.
Valorizzazione dei siti archeologici (dal golfo di Baratti, naturale cornice alla necropoli etrusca, al promontorio di Populonia, dalla Miniera del Temperino al castello di Rocca San Silvestro) permette la creazione di circuiti di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali, verso l’attivazione ed il potenziamento di attività culturali utili anche alla destagionalizzazione dell’offerta turistica.

10. Salvaguardia/Valorizzazione delle antiche risorse idro-termali anche con funzione di destagionalizzazione delle potenzialità di offerta turistica.
Salvaguardia e valorizzazione delle risorse idro-termali integrate in modo sostenibile con funzioni turistico-ricettive e di conservazione delle peculiarità dei luoghi.
Controllo e valorizzazione della potenzialità offerta dalla presenza delle risorse idro-termali e delle attività produttive e di servizi ad essa connesse, con particolare riferimento alle antiche terme di Caldana e alle numerose strutture di Venturina. Potenziamento dell’offerta con attenzione a favorire la destagionalizzazione della presenza turistica, anche in considerazione delle specifiche stagionali dei trattamenti.
Valorizzazione delle peculiarità turistiche dei luoghi, in connessione con le emergenze storico-archeologiche, percettive e naturalistiche degli ambiti limitrofi.

11. Riqualificazione delle aree estrattive nelle Colline Metallifere.
Recupero ambientale e paesaggistico a fini non esclusivamente di carattere naturalistico dei siti minerari e delle aree estrattive dismesse, anche attraverso opere di rimodellamento dei fronti di scavo e mediante l’utilizzo di funzioni di servizio alla popolazione residente con l’installazione di strutture quali teatri o spazi gioco, ma con il mantenimento dei caratteri peculiari del rapporto uomo-territorio (ecomuseo) anche di interesse turistico-didattico.  
Riqualificazione dei paesaggi compromessi dalla presenza di attività estrattive, attraverso interventi di mitigazione degli impatti delle attività in corso.
Attivazione di specifiche valutazioni di compatibilità paesaggistica per interventi di ampliamento delle aree estrattive esistenti e/o l’individuazione di nuovi siti di escavazione, attraverso la considerazione di ambiti sufficientemente estesi per valutare le effettive relazioni ecosistemiche e percettive degli interventi di trasformazione in relazione al contesto ed attivare efficaci interventi di minimizzazione degli impatti e di ricomposizione paesaggistica.

12. Riqualificazione/Valorizzazione del centro urbano di Piombino.
Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città di Piombino, con valorizzazione delle permanenze storiche e delle valenze culturali, anche in relazione al patrimonio archeologico e alle caratterizzazioni morfologiche e vegetazionali del contesto paesaggistico.
Riqualificazione delle aree di interfaccia fra la città, l’area siderurgica ed il porto, anche attraverso l’inserimento di fasce di mediazione e di compensazione delle strutture industriali e delle infrastrutture di servizio, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale degli approdi turistici e commerciali.  
Miglioramento della qualità ambientale delle aree periurbane anche attraverso il potenziamento della presenza di aree verdi, in grado di favorire una maggiore caratterizzazione alle nuove edificazioni e di attivare un efficace sistema di connessioni verdi tra la città e le aree periurbane.
Utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.
Predisposizione di studi di valutazione per opere di ampliamento delle aree industriali e portuali anche in relazione ai delicati ecosistemi delle aree a margine dell’abitato e alla particolare valenza dell’area marina.
Valorizzazione delle relazioni visuali, storicamente consolidate tra la città e il mare e potenziamento dell’offerta turistica per attivare una migliore ed efficace attrattiva in considerazione della forte attività portuale con l’Arcipelago Toscano.

13.  Riqualificazione/Valorizzazione delle aree periferiche in espansione e ridefinizione dei margini urbani di Venturina e San Vincenzo.
Salvaguardia del mosaico paesaggistico rurale dagli effetti di espansione edilizia ed infrastrutturale anche attraverso la conservazione di varchi tra gli insediamenti in grado di favorire connessione ecologica con le aree rurali limitrofe, attraverso la progettazione di fasce alberate quali efficace filtro tra usi del suolo diversi ed attraverso l’attenzione al mantenimento delle relazioni paesaggistiche col contesto (uso di materiali e colori delle architetture, scelta della vegetazione idonea e localizzazione in termini di miglioramento del microclima e della qualità dell’abitare, limitazione degli impatti delle reti infrastrutturali e tecnologiche, con particolare attenzione alla localizzazione di nuovi tracciati all’interno di corridoi infrastrutturali esistenti).
Riqualificazione delle aree periferiche e ridefinizione dei margini dei centri urbani di pianura, con particolare attenzione alla matrice insediativa, in relazione all’innalzamento della qualità degli spazi aperti, il potenziamento dell’equipaggiamento vegetale delle infrastrutture di pertinenza ed una sostanziale caratterizzazione dell’insediamento urbano.
Controllo delle trasformazioni insediative al fine di favorire una coesistenza equilibrata tra la richiesta delle aree residenziali anche ad uso stagionale e la realtà strutturali dell’area della pianura della Val di Cornia, con forte produzione agricola ed orticola, attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee in grado di garantire una buona caratterizzazione architettonica, la massima efficienza dell’edificato in termini energetici (bioarchitettura) ed una coerente relazione col contesto paesaggistico.


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