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null La presidente Scarpellini interviene sulla questione del dimensionamento scolastico


anno scolastico

La presidente della Provincia Sandra Scarpellini è intervenuta, con una nota inviata al Tirreno, sul dibattito che in questi giorni si  aperto sul giornale, in merito alle questioni legate al dimensionamento scolastico.

 

"Prendo spunto dalle parole di Andrea Rocchi, che condivido pienamente: sulla scuola la politica non deve alzare bandiera bianca, e io vorrei aggiungere che lo si fa, tutti, dalle istituzioni, ai dirigenti scolatici, agli insegnanti, ai sindacati, se sentiamo finalmente l’urgenza di non continuare a “vivacchiare”, rinviando i problemi di anno in anno.

Dagli attori della comunità scolastica, che in questi giorni interviene sulla questione del dimensionamento delle scuole, vorrei quindi sentire arrivare proposte concrete. Altrimenti è banale: ognuno solleva il problema solo dal suo punto di vista, scaricando la ricerca di soluzioni su altri, per poi arrivare a puntare il dito sulla Provincia, sempre e sola unica responsabile in un sistema scolastico regolato da leggi e circolari che la escludono da qualsiasi potere decisionale.
Che messaggio abbiamo dato ai nostri giovani in questi anni proprio nel luogo in cui in primis ci si deve formare come cittadini? La logica del gobbo nero: che è più facile scaricare la patata bollente a qualcun altro che concorrere insieme, con impegno, a trovare soluzioni al problema; magari non perfette, ma vere.

Chiariamo quindi che la Provincia, unico soggetto che in questi anni ha sempre manifestato la volontà di trovare soluzioni reali, non ha mai parlato di numero chiuso, né lo farà con me Presidente.
Vorremmo però che di fronte al problema del dimensionamento, ci si ponesse finalmente la domanda se sia giusto stipare gli studenti ovunque, come numeri o se, invece, non sia opportuno lavorare tutti insieme per una scuola dove i ragazzi e le ragazze abbiano spazi sicuri e idonei per esercitare davvero il proprio diritto allo studio.

In questi anni si è sempre preferito fare passare il concetto che il problema fosse solo di spazi e che quindi la soluzione all’anomalia evidente di alcune crescite incontrollate spettasse solo a chi ha in carico la gestione dei “contenitori”, preferendo non affrontare il problema anche da altri punti di vista che non siano solo il non scontentare nessuno. Col risultato di andare a scontentare prima o poi i ragazzi che giustamente vorrebbero poter frequentare la scuola che desiderano, perché questa è la fine se non si pone un argine al navigare a vista collettivo.

Autonomia scolastica, norme sull’assegnazione degli organici, prerogative di ogni tipo vanno armonizzate con le altrettanto valide esigenze dell’Amministrazione Provinciale che, al pari degli altri, non ha la bacchetta magica.
Noi ci siamo e siamo a disposizione.

Partiamo da questo: la Provincia ha ormai una cronica mancanza di risorse. In questi anni quello che abbiamo potuto fare, con fatica, è stato fatto grazie ai finanziamenti della Regione. Ci è voluta una pandemia per vedere qualche finanziamento aggiuntivo, speso però in soluzioni emergenziali. I fondi del Pnrr  inoltre ci permettono, con fatica, di portare avanti lavori, come per esempio l’adeguamento termico delle strutture, che attendevamo da tempo e di avviare progettazioni nuove che però richiedono spazi impegnativi di ulteriori investimenti da bilancio.
Dopodiché, quello che si prospetta è il deserto, finché non sarà nuovamente possibile accedere a mutui.
Vorrei che fosse chiaro che, ad oggi, le risorse ammontano a zero e il governo non ha messo un euro sull’edilizia scolastica.

Allora sarebbe importante se istituzioni locali e istituzioni scolastiche unissero le forze per rappresentare, a chi ha in mano le leve del governo, l’importanza di salvaguardare la Scuola come bene primario per i nostri giovani e la società tutta. A partire dalle strutture scolastiche che devono essere sicure, funzionali (e magari belle).
 E questa è la battaglia per il futuro.

Ora veniamo all’oggi; perché di questo ci occupiamo intanto.
Come è stato sottolineato anche negli articoli usciti in questi giorni, gli uffici dell’Amministrazione Provinciale hanno effettuato una ricognizione sistematica e approfondita di tutti gli spazi disponibili negli edifici scolastici delle scuole superiori di Livorno.
Noi partiremo da questo, con serietà, mettendo a disposizione l’intero  parterre di locali utili, presenti in tutte le strutture scolastiche, per trovare soluzioni reali, stabili e sicure e -aggiungo- mirate a utilizzare i soldi pubblici in modo più corretto.

Sono fiduciosa che se con gli stessi attori della scuola ci mettiamo al tavolo a guardare quegli spazi, con volontà reale di trovare la soluzione per i ragazzi e non ognuno per il pacifico vivere del nostro orticello, recuperiamo numeri reali a garanzia delle scelte di ragazzi e famiglie.
Auspico che ognuno faccia la propria parte, nell’interesse, davvero, degli studenti e delle studentesse che desiderano frequentare una scuola pubblica, qualificante e sicura.

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