Articolo 60

Pianificazione dei territori circostanti insediamenti

industriali con attività classificabili a rischio di

incidente rilevante (ex D.P.R. 175/1988)

1. Al fine di regolare i processi decisionali relativi alla pianificazione dei territori circostanti insediamenti industriali con attività a rischio di incidente rilevante, ai sensi del DPR 175/88, si formulano i seguenti indirizzi ai Comuni, nel cui territorio ricadono tali attività:

1.a adottare il "Metodo speditivo per la pianificazione territoriale in zone adiacenti alle industrie a rischio di incidenti rilevanti" descritto nell’Elaborato Descrittivo di Piano Volume 2, Tomo 3, paragrafo 4.3.3 "Gli Indirizzi di Piano - Le aree ad alta concentrazione industriale";

1.b applicare il "Metodo" per individuare le zone ad equivalente livello di rischio e definire le relative categorie territoriali, al fine di stabilire la natura, la tipologia ed altre caratteristiche degli insediamenti compatibili con la presenza delle industrie a rischio di incidente rilevante.

L’applicazione del "Metodo" si basa sulla conoscenza dei dati (relativi agli eventi incidentali ipotizzati dalle Aziende con attività classificabili come sopra), dichiarati dalle Aziende alle Autorità competenti, nei loro rapporti di sicurezza, ai sensi della normativa vigente in materia.

La Provincia di Livorno ha proceduto, dietro richiesta alle Aziende, alla raccolta di tali dati una cui parte è già disponibile.

Questi, unitamente a quelli che potranno essere acquisiti autonomamente, consentiranno ai Comuni di applicare il "Metodo";

1.c le prime risultanze conseguenti l’applicazione del "Metodo" hanno valore transitorio, in attesa della formulazione ed attuazione dei Piani di interventi di risanamento per le aree critiche ad elevata concentrazione industriale, di cui al DPR 175/88 e successive modifiche ed integrazioni. I Comuni, poi, aggiorneranno e affineranno l’applicazione del "Metodo", anche sulla scorta dei suddetti Piani di interventi di risanamento, recependone i risultati nei propri Piani Strutturali;

1.d il "Metodo" è applicabile a qualunque territorio circostante insediamenti industriali con attività classificabili a rischio di incidente rilevante, ai sensi del DPR 175/88.

È, quindi, applicabile, sia alle aree critiche ad elevata concentrazione industriale di Livorno e Piombino (per le quali verranno predisposti i Piani di interventi di risanamento) sia all’area di Rosignano M.mo circostante la Soc. Solvay, non riconosciuta critica e, come tale, non interessata da tali Piani;

1.e al fine di ottimizzare l’applicazione del "Metodo" in rapporto alle specificità territoriali, alle modifiche impiantistiche, alle quantità delle materie stoccate, alle possibili delocalizzazioni di impianti e/o cicli produttivi, ecc., i Comuni possono introdurre nei loro P. S. puntuali integrazioni del "Metodo", capaci di esplicare la concezione dinamica del rapporto tra effettive condizioni di rischio e fattibilità dell’intervento richiesto;

1.f la Provincia ha proceduto, a titolo di verifica, ad una prima applicazione del "Metodo" sulla base dei dati disponibili. I risultati hanno valore orientativo e, su richiesta, sono messi a disposizione dei Comuni.

2. Qualora i Comuni applichino il "Metodo" nella redazione dei P. S., i risultati costituiranno implementazione del S.I.T. provinciale.