Articolo 27

Nuovi assetti edilizi e modifica di quelli esistenti

nelle aree con rilevante funzione ambientale

1. Per l’introduzione di nuovi assetti edilizi, o la modifica di quelli esistenti, gli S.U. comunali possono prevedere limitazioni e condizionamenti, al fine di mantenere gli assetti morfologici, strutturali e tipologici storicizzati, con particolare riguardo a:

1.1 localizzazione:

distanza da crinali

acque superficiali

dominanti paesaggistiche

compatibilità con l’uso del suolo

1.2 parametri edilizi:

tipologia

altezza massima

numero di piani fuori terra

profilo della sagoma

unità minima di intervento

1.3 impiego di materiali:

tipi ammissibili

caratteristiche costruttive

finiture esterne

coloriture esterne

1.4 interventi di miglioramento ambientale:

1.5 sistemazioni esterne:

arredo vegetazionale

tipologia di recinzioni a siepe

pavimentazioni possibili

elementi di arredo.

2. È, comunque, opportuno prevedere:

2.a l’introduzione di elementi tipologici, di particolari costruttivi e decorativi di cui all’abaco previsto dalle norme per la tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico, nella realizzazione di nuovi interventi edilizi e di quelli sugli edifici esistenti.

2.b la demolizione delle superfetazioni contrastanti con l’impianto originario;

2.c la schermatura dei volumi tecnici all’interno delle pertinenze degli edifici;

2.d il mantenimento della morfologia della pertinenza e la piantumazione di almeno il 60% della stessa, con essenze arboree autoctone forestali o produttive;

2.e l’introduzione di formazioni vegetazionali di interesse ambientale (macchie di campo, filari frangivento, alberature stradali e campestri, siepi, piante camporili, alberi monumentali);

2.f l’individuazione delle aree di massima visibilità del territorio, ovvero i punti panoramici più significativi, da sottoporre ad adeguate norme di tutela.

3. È, inoltre, opportuno che l’ubicazione dei nuovi edifici non comporti la realizzazione di nuova viabilità e la sagoma degli stessi non determini modifiche alla linea dei crinali.