Articolo 25
Tutela dei beni di interesse storico - archeologico
1. Per i beni di cui al precedente articolo 18, comma 2 ("Beni architettonici"), è opportuno che venga predisposto, nellambito degli S.U. comunali, uno schema tipologico in modo da classificare i beni censiti nei loro aspetti formali di serie.
2. A tal fine, pertanto, viene suggerita la formazione di un abaco tipologico delledificato tipico del territorio considerato, dal quale attingere per attuare gli interventi ammissibili per come definiti dallallegato alla L.R. n. 59/80:
ordinaria manutenzione;
straordinaria manutenzione;
restauro e risanamento conservativo;
ristrutturazione edilizia categorie D1 e D2;
3. Il bene architettonico non può essere scisso dal contesto ambientale nel quale è inserito. Lattenzione, quindi, è estesa dal singolo bene alle caratteristiche storiche ed ambientali dellarea circostante; viene favorito un recupero più ampio del semplice restauro edilizio con il recupero di aree, percorsi di accesso, visuali, ecc., al fine di tutelare e valorizzare i caratteri culturali, espressivi ambientali e di testimonianza storica degli edifici, nonché delle aree di particolare valore paesistico
4. I Comuni è opportuno che provvedano con i loro S.U. alla tutela della maglia viaria poderale, dove ancora presente, quale prima testimonianza dellassetto del territorio.
5. In presenza di organismi omogeneamente definiti è opportuno attuare Piani di Recupero ai sensi della L.R. 59/80.
6. Per le aree di interesse storico, ancorché urbanizzate, i Comuni possono predisporre strumenti di intervento riferiti alla metodologia dellanalisi tipologica; in tali situazioni, comunque, si deve intervenire conservando sia la maglia insediativa, che i caratteri costitutivi dei singoli manufatti.
7 Per definire meglio le scelte di recupero si orientano i Comuni a tenere conto dei seguenti fattori:
- legame funzionale con un centro storico: è il caso tipico di una struttura specialistica (santuario, oratorio ecc. ) legato ad un centro da un percorso storico che può anche non essere più del tutto leggibile. Il recupero non può prescindere dal tentativo di ripristino anche dellapproccio con labitato;
- legame funzionale con uno o più beni sparsi: si tratta di rileggere un recupero del territorio tenendo conto dei collegamenti e dei traguardi visivi che legavano insieme le strutture edilizie antiche; anche se, spesso, tale legame poteva ritenersi casuale, di fatto venivano realizzati in una logica dimpatto sulla campagna tipica di epoche passate e, pertanto, da tutelarsi come elemento di pregio del paesaggio;
- legame funzionale con la viabilità storica: si tratta del rapporto esistente tra i manufatti costruiti lungo un percorso storico (oppure posti nelle aree contermini); la tutela deve tenere conto della visuale dalla strada, cioè dello spazio fra essi e la strada. Il recupero deve considerare anche quei segni "storici" del paesaggio quali cancelli, alberature, siepi ecc.;
- legame funzionale con corsi dacqua: il riferimento è ai manufatti legati per la loro funzione ai corsi dacqua (mulini, gualchiere ecc.); in questo caso si rende necessario intervenire sulla manutenzione e sul restauro del corso dacqua stesso, ma anche ad altri che hanno avuto e possono avere ancora legami di paesaggio con fiumi, canali, ponti, argini ecc.;
- inserimento in un centro di recente formazione: bisogna identificare quali siano gli interventi che possono riqualificare il bene, nel senso della comprensione e fruizione allinterno di un contesto del tutto modificato dallepoca del primigenio impianto edilizio; si tratta di impedire un definitivo processo di snaturamento del manufatto e dei suoi elementi contermini eventualmente superstiti, quali giardini, mura di cinta, cancelli, viali di accesso, pozzi, cisterne, fontane, ecc.;
- inserimento su area archeologica o presso sito archeologico: valgono qui le considerazioni espresse in precedenza; si può affermare che la presenza di beni architettonici significativi dovrebbe fungere da incentivo per una riqualificazione "totale" dellarea in questione;
- inserimento su area di particolare interesse naturalistico o ambientale: è necessario prestare attenzione a come unire molteplici e diversi elementi di pregio per valorizzare detta area; inoltre, un edificio storico inserito in area di particolare interesse naturalistico o ambientale può consentire un recupero finalizzato alla creazione di strutture di servizio allarea stessa;
- beni del tutto isolati e privi dei legami sopra descritti: si presenta come un caso limite e, forse, solo teorico; lassenza di elementi di connessione può essere data da interventi successivi alla costruzione del bene; può essere, pertanto, una situazione apparente più che reale. Si tratta di effettuare indagini approfondite sul contesto territoriale per riscoprire quei legami ora difficilmente individuabili.