CAPO II INDIRIZZI

 

Articolo 9

Tipologie e categorie di intervento

urbanistico-territoriale in ambito rurale

1. Il P.T.C. individua, per i sistemi e sottosistemi territoriali, tipologie di intervento urbanistico prevalenti che, a livello di Unità di Paesaggio Rurale (UPR), si articolano in categorie definite ai fini dell’indirizzo pianificatorio per i Piani Strutturali dei Comuni.

2. Le tipologie sono due e raggruppano, al loro interno, le categorie di intervento; esse sono così definite:

Tipologia 1 : Tutela

Tipologia 2 : Sviluppo integrato

2.1. Nella tipologia TUTELA si raggruppano le categorie che implicano scarse o moderate trasformazioni del tessuto urbanistico territoriale;

2.2. nella tipologia SVILUPPO INTEGRATO il concetto di trasformazione si amplia a livelli sempre più marcati di possibile attuazione.

3. Le categorie, come le tipologie, hanno una valenza scalare, ammettendo possibilità di intervento e trasformazione crescenti, dalla categoria A alla categoria E. Nei territori interessati da categorie di intervento gerarchicamente più alte sono possibili anche interventi previsti dalle categorie più basse.

3.1 Tipologia 1 - Categoria A: CONSERVAZIONE

Le azioni previste in questa categoria si applicano in ambienti circoscritti di particolare rilevanza ambientale, sia sotto il profilo scientifico - naturalistico che storico-paesaggistico, definiti dagli S.U. comunali.

In queste aree, così individuate, possono essere ammessi interventi volti alla conservazione delle emergenze ambientali, oltre che alla eliminazione di elementi di disturbo non attinenti la natura dei luoghi.

Tali interventi, finalizzati anche alla valorizzazione naturalistica e storico-paesaggistica dell’area, risulteranno da una progettazione di carattere unitario su tutta l’area o, quanto meno, per zone omogenee, così come definite dai Comuni.

Di norma, per queste aree, non sono da prevedere nuova edificazione rurale, né opere che comportino cambiamenti di destinazione d’uso.

3.2 Tipologia 1 - Categoria B: RIPRISTINO, RECUPERO

Le azioni previste in questa categoria si applicano in ambienti territorialmente vasti, individuati dagli S.U. comunali, che possono comprendere al loro interno anche gli ambienti relativi alla categoria A, dove la natura dei luoghi, delle strutture urbane e fondiarie e delle risorse paesaggistiche sono tali da rendere necessaria una politica di salvaguardia dell’ambiente rurale, tesa oltre che alla semplice conservazione, anche al miglioramento dell’assetto dei siti, della fruibilità culturale, turistica, ricreativa e delle condizioni di vita delle popolazioni, sia sotto il profilo insediativo che economico.

In queste aree oltre a quelli previsti con la categoria A, potranno essere ammessi interventi volti al miglioramento dei servizi locali e delle infrastrutture, nonché al cambiamento d’uso, con opere, degli edifici rurali.

In queste aree l’edificazione rurale, ancorché possibile, risulta condizionata dall’attuazione di interventi tesi al mantenimento sostanziale degli assetti paesistici, idrogeologici ed infrastrutturali, anche mediante ripristini e recuperi.

3.3 Tipologia 1 - Categoria C: RIQUALIFICAZIONE

Le azioni previste in questa categoria si applicano in ambienti estesi definiti dagli S.U., la cui caratterizzazione ambientale non detiene elementi tali da giustificare il regime di tutela e conservazione di cui ai precedenti punti 3.1 e 3.2. Sono presenti, in queste aree, necessità di riqualificare il tessuto rurale attraverso azioni di sviluppo economico che inneschino processi interni di valorizzazione delle risorse, tali da concretizzare una sempre maggiore integrazione delle attività tipiche del mondo rurale con quelle più attinenti ad altri settori economici e produttivi.

In queste aree, oltre a quelli previsti per le categoria A e categoria B, potranno essere ammessi interventi volti all’ampliamento e potenziamento della rete infrastrutturale e dei servizi, nonché al recupero dei volumi esistenti con possibile cambiamento di destinazione d’uso.

La riqualificazione ambientale può comportare anche aumenti volumetrici, comunque, compatibili con il connotato rurale che i luoghi devono a mantenere.

In queste aree l’edificazione rurale può implicare trasformazioni fondiarie legate anche a nuovi utilizzi del territorio, sia sotto il profilo produttivo agricolo, che per attività connesse volte al soddisfacimento dei bisogni per il tempo libero e per il turismo ricreativo.

Gli interventi di nuova edificazione ammissibili a completamento del tessuto urbanistico-edilizio sono definiti nei Piani Strutturali dei Comuni nell’ambito dei centri urbani e delle frazioni ricadenti nelle U.P.R (Unità di Paesaggio Rurale).

3.4 Tipologia 2 - Categoria D: TRASFORMABILITÀ SUBORDINATA

Le azioni previste in questa categoria si applicano in estesi ambienti rurali definiti dagli S.U. comunali che, pur non presentando elementi ambientali di forte rilevanza, sono, comunque, da preservare per il mantenimento della tradizione rurale e di quello che essa rappresenta in termini di elementi storici, culturali, paesistici e per il mantenimento di assetti fondiari e produttivi legati essenzialmente al mondo agricolo.

Nelle U.P.R., classificate a trasformabilità subordinata, potranno essere presenti, ed individuate dagli S.U. comunali, aree di categorie superiori, specie per quanto riguarda la categoria "C".

In queste aree l’edificazione rurale potrà essere regolata da parametri propri della pianificazione comunale, anche conseguenti a zonizzazione volta al più idoneo e corretto sviluppo integrato del territorio.

A causa della ubicazione geografica e della giacitura dei siti, queste U.P.R. possono prestarsi ad una polifunzionalità rurale sempre più marcata, tale da richiedere, nel corso del tempo, una parziale trasformazione, ai fini del corretto sviluppo di altri comparti logistico-produttivi o, comunque, insediativi. Per la trasformazione, da definirsi a mezzo di Piani Attuativi, sono richiesti, con il quadro conoscitivo, elementi oggettivi - quali l’analisi costi/benefici e/o la valutazione degli effetti ambientali (V.E.A.) - dai quali risulti che le trasformazioni proposte, nei siti previsti, non possono essere realizzabili in altre aree già urbanizzate in tutto o in parte, dismesse o da dismettere, dove il consumo di suolo sia minore.

Ai fini della nuova edificazione, a seguito della V.E.A. estesa all’intero sistema o sottosistema territoriale individuato dallo S.U. comunale, al Piano Attuativo, redatto tenendo presente l’intera UPR, è richiesto di comprendere, oltre le previsioni relative alla nuova urbanizzazione, anche le misure di miglioramento agricolo-ambientale sull’intera Unità di Paesaggio.

3.5 Tipologia 2 - Categoria E: TRASFORMABILITÀ LIMITATA

Le azioni previste in questa categoria si applicano in estesi ambienti rurali, definiti dagli S.U., che, a causa della vicinanza e adiacenza ad aree urbane, stanno evolvendo i propri connotati originari per trasformarsi in ambiti periurbani, nei quali il settore agricolo assume sempre più valori residuali e dove altre funzioni emergono e si affermano, siano esse logistiche, infrastrutturali o insediative.

In queste aree l’esigenza primaria non è più quella della salvaguardia globale di un connotato rurale destinato, comunque, a modificarsi, ma quella volta ad un indirizzo ragionato delle trasformazioni urbanistiche che si rendono necessarie per il corretto sviluppo dell’economia locale.

L’edificazione rurale potrà essere regolamentata dagli S.U. ai fini del mantenimento e salvaguardia di alcune realtà produttive locali e di un conseguente equilibrio tra attività extragricole ed attività agricole.

Le trasformazioni urbanistiche, se pur attuabili, possono essere compiute mantenendo condizioni di discontinuità urbanistica e prevedendo insediamenti produttivi o residenziali, alternati ad aree verdi razionalmente distribuite e, comunque, collocate anche ai limiti del territorio da urbanizzare.

Ai fini della nuova edificazione, al Piano Attuativo è richiesto di comprendere le nuove urbanizzazioni e di inquadrare le relazioni formali e funzionali con le adiacenti aree urbane, nonché con gli altri siti urbanizzati all’interno della U.P.R.