3.4.3 Pericolosità geologica

La Carta della pericolosità geologica è stata ottenuta per successive elaborazioni utilizzando le conoscenze acquisite dalla bibliografia geologica, dall’analisi degli studi condotti per la redazione dei Piani Regolatori e le conoscenze acquisite durante le attività del Progetto Obiettivo Difesa del Suolo attivato dal 1995.

In particolare per via informatica sono state implementate i seguenti tematismi :

GEOLOGIA (scala 1:25.000)

LITOLOGIA (scala 1:25.000)

PENDENZE (sulla base C.T.R. 1:5.000)

GEOMORFOLOGIA (scala 1.25.000 e/o scale di maggiore dettaglio)

LINEE DI RIVA (rilievo diretto sul terreno)

Nella lettura comparata del territorio fisico-geologico, particolare attenzione è stata data, agli aspetti di erosione marina sui quali le conoscenze risultano diffuse e storicamente accertate e recentemente aggiornate con rilievi diretti.

Per le zone di pianura, le analisi condotte non sono esaustive delle caratteristiche geotecniche dei terreni, pertanto questo tipo di analisi dovrà esser condotto negli studi geologici a supporto P.S..

 

Finalità della metodologia introdotta

Premesso che la direttiva regionale 94/85 relativa alle "Indagini geologico-tecniche di supporto alla pianificazioni urbanistica" rimane di esclusiva competenza attuativa dei Comuni e della regione ex comma 69 art. 32 della L.R. 5/95, la metodologia introdotta dal P.T.C. in conformità alla Direttiva richiamata è da intendersi quale indirizzo fornito ai Comuni per la formazione delle indagini geologico-tecniche di dettaglio a supporto della pianificazione urbanistica.

La zonizzazione risultante per l’intero territorio provinciale è da assumersi dai comuni come quadro conoscitivo ai fini della determinazione delle linee di evoluzione dei sistemi urbani e delle conseguenti localizzazioni di insediamenti ed infrastrutture.

Schema logico per la redazione della carta della pericolosità geologica

Sulla base della cartografica geologica informatizzata redatta alla scala 1:25.000, è stata elaborata la carta litologica suddivisa in sottoclassi con successiva definizione delle classi di pericolosità litologica, secondo il seguente schema:

GRUPPO

LITOTIPO

LITOLOGIE

CLASSE

SOTTOCLASSE

FORMAZIONI

1 A - depositi litoranei e sublitoranei

cd, s, sd, e

1Ba - alluvioni recenti ed attuali a, al

1

non litoide puramente granulare (incoerente)

sedimenti attuali, sabbie, ghiaie

1 B - depositi alluvionali 1Bat - alluvioni terrazzate at, atp
1 C - depositi superficiali incoerenti C, dc2, dc6, dc7, dm5, dm8, dO, dOf, dpe2, f, fc, d
1 D - formazioni prevalentemente sabbiose e ghiaiose 1 Ds - formazioni sabbiose p, p3, q11, q3, q6``, q7, q9
(pseudoconglomerati) 1 Dg - formazioni ghiaiose m8, q10, m3, pc, q1, q4, q6, q6#, q6`, q7c, q9co
2 Ai - argille incoerenti

st, t

2

non litoide puramente coesivo (pseudocoerente)

argille, marne

2 A - formazioni argillose 2 Aa - argillose coesive q2, p2, ma, p, qg, m5, c2
2 B - marne

m7#, m6, m7

3 Aa - argille coerenti E, D, c5, c5b, ce, ces, pb, c5a
3 A - formazioni arenacee, 3 Ar - formazioni arenacee q7p, q8, p4, os, q5
siltitiche, conglomeratiche 3 Ac - formazioni conglomeratiche bn, br, b1, b2, bc7, bc7`, m, m1, pe
3 Am - miste c4, c7, cem, g4, pe2, C1, c6, O, eo, e, c7`
3

litoide o lapideo (coerente)

calcari, arenarie, radiolariti, conglomerati, rocce

3 B - formazioni calcaree 3 Bcal - formazioni calcaree m2, m4, q6`t, q7t, qgt, tr

magmatiche e metamorfiche

e carbonatiche 3 Bcar - formazioni carbonatiche pe1, L1, L4, Cc, L2, s, C2, T1, T2, L3, c1, c3, cec, g1, g2, g3, gc, t2, tB, gsc
3C - rocce 3 Ce - rocce effusive DELT, pgr, LAMB, PGR, PGR1
magmatiche 3 Ci - rocce intrusive pgrp, pgra, gamm, MUq, GAMM, PG, of, GAMa
3D - rocce metamorfiche Cs, SIGM, GADE, DELa, mpb, cp, hc, h, f, hs, (a), c, mCc, SIGo, Pp, SIGa, k
3E - rocce silicee Tq, g, g6, di

Nota: sottolineate le formazioni elbane - doppia sottolineatura per formazioni aventi stessa simbologia e presenti su Elba e Continente.

 

Sulla base della informatizzazione delle curve di livello e dei punti quotati della Carta Tecnica Regionale alla scala 1:25.000 è stata realizzata la CARTA INFORMATIZZATA DELLE PENDENZE suddivisa in 6 classi di pendenza PERCENTUALE :

 

0-5 6-8 9-15 16-24 25-40 >40

 

La elaborazione informatizzata tramite la sovrapposizione della CARTA LITOLOGICA e quella delle PENDENZE ha prodotto una carta di pericolosità di primo livello.

Questo livello cartografico, non riprodotto nelle tavole conclusive del P.T.C., in quanto utile solo ai fini della redazione della cartografia finale ( Carta della pericolosità ) è stato ottenuto tramite valutazioni quali-quantitavive delle caratteristiche geolitologiche delle varie formazioni. In questa fase, per mancanza di dati oggettivi, non sono state implementate le caratteristiche giaciturali ( pendenza degli strati, rapporto con il versante) che avrebbero consentito una più dettagliata analisi della situazione litostratigrafia.

Queste analisi vengono rimandate alla stesura degli elaborati geologici di supporto ai P.S.

 

CLASSI DI PENDENZA %

 

classi di pericolosità litologica

0-5

6-8

6-15

16-24

25-40

>40

1

1

1

2

2

3

3.2

2

2

2

2

2.3

3

4

2.1

2.1

2.1

2.2

2.3

3

4

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

3

3

3

3.1

3.2

4

4

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.2

3.1

3.1

3.2

3.2

4

4

 

Nella CARTA GEOMORFOLOGICA, derivata da rilievi di dettaglio, dall’esame delle foto aeree e dalla elaborazione dei dati derivanti dalle analisi condotte per la redazione dei PRG dei comuni della provincia, sono mappate le principali forme di dissesto di versante secondo la seguente legenda, con assegnati indici di pericolosità, utili per la definizione finale della pericolosità geologica:

 

 

tipo_dissesti

descrizione

pericolosità geomorfologica

cr nicchia di frana di crollo

4

cro corpo di frana di crollo

4

d, d1 detrito di versante

3.2

def versante con deformazione profonda

4

fran frana

4

sco corpo di frana di scorrimento

4

sol soliflusso diffuso

4

dmac diffusi fenomeni gravitativi

(macigno)

3.2

fq, pd diffusi fenomeni gravitativi

3.2

fqmi diffusi fenomeni gravitativi (misti)

3.2

s, sd, cd, e depositi costieri in erosione

3.2

 

 

La procedura informatizzata di sovrapposizione (Overlay) ha portato alla compilazione della CARTA DELLA PERICOLOSITÀ GEOLOGICA (alla scala 1:25.000) secondo il seguente schema.

La rappresentazione grafica del lavoro è riportato nella TAV. XX di P.T.C.:

 

 

Ambiti di pericolosità geologica

descrizione

1

pericolosità irrilevante

2

pericolosità bassa

3

pericolosità medio-bassa

3.1

pericolosità media

3.2

pericolosità medio-elevata

4

pericolosità elevata

 

 

 

Descrizione degli ambiti di pericolosità

AMBITO 1: pericolosità irrilevante

- formazioni litologiche appartenenti all’ambito di pericolosità 1 che affiorano su versanti con pendenza inferiore all’8%. Si ritrovano pertanto tutte quelle parti stabili del territorio, non interessate da alcun fenomeno di dissesto geomorfologico, con pendenze che consentono la stabilità dei versanti, nonché quelle parti di pianura costituite da terreni e formazioni con elevate caratteristiche di resistenza geomeccanica (sabbioso addensate, ghiaiose e arenacee). Salvo diversa indicazione, derivante dalle analisi di dettaglio redatte a livello di redazione del P.S., in questo ambito è ammissibile qualsiasi tipo di trasformazione, escluse le limitazioni e le indicazioni progettuali per le zone soggette a Vincoli (es. Idrogeologico).

AMBITO 2: pericolosità bassa

- formazioni litologiche appartenenti alle classi di pericolosità litologica 1 - 2 - 2.1 - 3.2 che affiorano su versanti con pendenza generalmente inferiore al 15%, solo localmente si associano a questo ambito situazioni con pendenze superiori, comunque non oltre il 24% o inferiori all’8%, in funzione delle caratteristiche litologiche. In questo ambito si ritrovano pertanto tutte quelle parti del territorio apparentemente stabili, sulle quali però, data la loro posizione fisiografica, le caratteristiche litologiche e altri elementi geologico-strutturali, qualora siano interessate da trasformazioni sono necessari approfondimenti a livello di Piano Strutturale, con indagini da svolgersi a livello di maggiore dettaglio sia tramite indagini geotecniche specifiche, che di rilievo e rappresentazione (almeno 1:10.000 e/o 1:5.000). Salvo diversa indicazione, da verificarsi puntualmente a livello di redazione del PS, in questo ambito è ammissibile qualsiasi tipo di trasformazione, escluse le limitazioni e le indicazioni progettuali per le zone soggette a Vincoli.

AMBITO 3: pericolosità medio-bassa

- formazioni litologiche appartenenti alle classi di pericolosità litologica 1 - 2 - 2.1 - 3 che affiorano su versanti con pendenza inferiore al 40%, si associano a questo ambito situazioni con pendenze basse (inf. all’8%), in funzione delle precarie caratteristiche litologiche (argille).

AMBITO 3.1: pericolosità media

- formazioni litologiche appartenenti alle classi di pericolosità litologica 1 - 2 - 2.1 - 3 che affiorano su versanti con pendenza inferiore al 15%. Si associano a questo ambito le argille incoerenti (depositi palustri e/o di colmata) che per la loro natura presentano scadenti proprietà geomeccaniche, pur affiorando in zone ad acclività molto bassa. Appartengono a questo ambito i depositi litoranei e sublitoranei sabbiosi (spiagge e dune) in quanto generalmente interessati da fenomeni di dissesto per processi di erosione marina. Le indagini di dettaglio da svolgersi a livello di PS, potranno, anche sulla base del rilievo della linea di riva allegate al, individuare i settori a maggiore o minore pericolosità. Comprende le formazioni delle Argille Scagliose ( C2 ) affioranti su versanti con pendenza compresa tra l’8 e il 15%.

In genere in questo ambito si ritrovano territori che presentano forme non attive di dissesto geomorfologico ( per lo più coperture detritiche stabili ) su cui sono noti movimenti di dissesto quiescenti, fenomeni di erosione del suolo, comprese le zone costiere, terreni con scadenti caratteristiche litologiche, zone con pendenze tali da innescare potenzialmente fenomeni di erosione diffusa o incanalata compresi situazioni che potrebbero attivare fenomeni di dissesto di versante. Indagini di maggiore dettaglio sulle caratteristiche geologico-tecniche potrebbero determinare l’inserimento in ambito 3.2 di porzioni di territorio appartenenti ai terreni argillosi incoerenti, su questo, le indagini a livello di Piano Strutturale, dovranno dare indicazioni specifiche

AMBITO 3.2: pericolosità medio-elevata

- formazioni litologiche appartenenti alle classi di pericolosità litologica 1 - 3 - 3.2 che affiorano su versanti con pendenza compresa tra il 15 e 24%, formazioni litoidi appartenenti all’ambito di pericolosità litologica 1 in cui anche per pendenze elevate, superiori al 40% si possono ipotizzare versanti stabili che comunque necessitano di adeguate verifiche per il loro utilizzo. Appartengono a questo ambito le forme geomorfologiche connesse a fenomeni gravitativi superficiali diffusi.

Il livello di utilizzazione dei territori appartenenti alle classi di pericolosità geologica da 3 - 3.1 - 3.2 è strettamente connesso con le trasformazioni e le attività previste dagli strumenti urbanistici. Su queste aree dovranno essere attivati ( ai sensi delle normative nazionali e regionali vigenti ) gli studi geologici a livello di P.S. e R.U. per un intorno significativo rispetto al cambiamento ipotizzato, secondo una metodologia che comprenda almeno:

allestimento di cartografia geologica e geomorfologica non inferiore alla scala 1:5.000;

adeguata campagna geognostica, anche con l’esecuzione di sondaggi e/o prove geotecniche in situ e parametrizzazione del sottosuolo;

verifica della stabilità dei versanti con le metodologie standards;

per le zone costiere qualsiasi intervento per la sistemazione dei litorali deve essere condotto a livello di unità fisiografica.

AMBITO 4: pericolosità elevata

- formazioni litologiche appartenenti alle classi di pericolosità litologica 2 - 2.1 - 3 - 3.2 che affiorano su versanti con pendenza superiore al 24%. Comprende tutte le aree con fenomeni di dissesto attivo, di erosione in atto, comprese le zone di erosione costiera, su cui possono ipotizzarsi solo interventi tesi alla bonifica e alla stabilizzazione dei suoli. Il livello di utilizzazione dei territori appartenenti alle classi di pericolosità geologica 4 è praticamente nullo in quanto interessa prevalentemente territori in cui sono evidenti fenomeni di dissesto geomorfologico attivo o quiescente, connessi con un elevata pendenza in funzione delle formazioni affioranti o zone costiere in cui sono presenti fenomeni erosivi che hanno interessato i depositi dunali e/o centri abitati anche se protetti da opere di difesa.

Nota: Qualora nella elaborazione degli studi geologici di dettaglio a supporto dei P.S. siano individuate situazioni che permettano una diversa indicazione di pericolosità delle zone investigate rispetto a quelle individuate nella cartografia di pericolosità a supporto del P.T.C., queste dovranno essere adeguatamente motivate sulla base di studi di dettaglio, sia cartografici che strumentali, anche con specifica parametrizzazione geotecnica del sottosuolo.