4.3.3 Metodo speditivo – elaborato dall’ARPAT - per la pianificazione territoriale in zone adiacenti alle industrie a rischio di incidenti rilevanti

1 Introduzione

Il corretto utilizzo del territorio, in modo da tenere conto della potenziale pericolosità derivante da un evento incidentale connesso con la presenza di un impianto industriale, richiede lo sviluppo di regole di pianificazione definite su basi il più possibile oggettive.

Un approccio "scientifico" al problema, che si va ormai diffondendo, è quello di caratterizzare le zone intorno agli stabilimenti in base al livello di rischio in esse presente (rappresentabile, ad esempio, tramite curve di isorischio locale, sociale e/o individuale, ecc.): fissati i criteri di accettabilità dei rischi, è quindi possibile stabilire, intorno agli impianti, zone di esclusione, vincoli sullo sviluppo dell’edilizia residenziale e dei servizi, ecc. e/o prevedere interventi di modifica sugli impianti stessi, finalizzati a ricondurre i rischi a valori ritenuti accettabili.

A prescindere dalla indisponibilità nel sistema normativo nazionale dei criteri di accettabilità sopra richiamati (il problema, come è noto, è molto delicato ed in buona parte dei paesi europei i criteri non sono mai stati fissati), l'applicazione integrale della metodologia sopra delineata implica l'elaborazione di un modello dei rischi d’area piuttosto complesso che, oltre a fare riferimento alle principali realtà produttive della zona di interesse, deve tenere conto delle infrastrutture ad esse collegate, dei rischi dovuti al trasporto dei materiali pericolosi, ecc..

D’altro canto, la pratica della pianificazione territoriale può richiedere l’utilizzo di metodologie semplificate e di rapida applicazione in grado di fornire elementi di giudizio, sull’uso del territorio, senza dover ricorrere a strumenti più raffinati, dal punto di vista scientifico, ma di impiego più difficoltoso e meno immediato.

Nella presente relazione verrà utilizzato il criterio speditivo che l’ARPAT ha predisposto nell’ambito dello svolgimento delle competenze tecniche regionali inerenti il D.P.R. 175/88.