4.1 La direttrice costiera

Il telaio infrastrutturale delle varie modalità di trasporto terrestre interessante la Provincia di Livorno è stato schematizzato, fin dai tempi del PRIT, come un corridoio Nord-Sud con due sbocchi a mare (Livorno e Piombino). Per questo motivo e per quanto espresso nel primo paragrafo riguardo al problema del completamento dell’itinerario, nel nostro caso del tratto Chioma-Livorno, si può ribadire il carattere nazionale del tema.

Per il completamento del tratto Chioma-Livorno, per tutto quanto concerne i recenti sviluppi delle ipotesi di messa a pedaggio della Variante fino a Grosseto, finalizzate alla realizzazione della tratta A12 Grosseto-Civitavecchia, il P.T.C. fa riferimento all’indirizzo del Consiglio Provinciale del Marzo 1996, che valuta come inadeguata tale ipotesi in quanto:

gli assetti territoriali delle costa Toscana a Sud di Livorno, maturati dopo gli anni 1970, sono la conseguenza di disporre sulla fascia litoranea di una viabilità principale di tipo non autostradale, più adatta alla puntuale distribuzione dei traffici sui centri turistici e residenziali allineati, per confinare a zone arretrate rispetto alla costa infrastrutture di tipo autostradale, sia per ragioni di tutela ambientale, sia per ragioni funzionali alla migliore transitabilità e fluidità dei traffici a lunga percorrenza;

l’infrastruttura stradale costiera realizzata con questi presupposti non solo è quindi in grado di assolvere ad una relazione di breve-media distanza, ma ha conseguentemente comportato il mutamento delle funzioni sulla viabilità parallela, che nei tratti fuori dai centri abitati è stata declassata a strada provinciale con alcuni tratti progettati a parco lineare, mentre nel centro di Cecina è stata addirittura pedonalizzata;

da questo consegue la non esistenza di un itinerario stradale a libero transito alternativo ad un percorso autostradale;

sulla scorta di parere legale richiesto dall’Amministrazione, viene ritenuta non fattibile, a legislazione invariata, la trasformazione in regime di pedaggio di un’infrastruttura realizzata con i fondi del piano decennale della viabilità di grande comunicazione;

variazioni dell’assetto di questa implicherebbero variazioni coordinate di tutti gli strumenti di pianificazione e l’approntamento di tutti i necessari provvedimenti collaterali correttivi.

La situazione configuratasi in seguito all’apertura della Variante fino a Maroccone ha confermato le preoccupazioni che erano sorte sulle distorsioni nelle percorrenze dei flussi, in conseguenza del non completamento delle infrastrutture di viabilità dell’itinerario per come erano state previste.

Sostanzialmente:

sono rinforzati i flussi di veicoli pesanti sull’itinerario costiero lungo il Romito;

si è ulteriormente indebolito il livello di utilizzo dell’autostrada A12 da Livorno a Rosignano, ovviamente in modo più marcato per il traffico pesante.

La dimensione del problema del traffico pesante è stata focalizzata con una specifica indagine avente per obbiettivo la stima di un valore medio di veicoli pesanti giornalieri che sarebbe possibile convogliare sulle infrastrutture autostradali della S.A.T. e della S.A.L.T. in relazione alle possibili origini/destinazioni degli spostamenti, ipotizzati dai dati e dai rilievi di cui in possesso.

A questo proposito il giorno 11 Marzo sono stati condotti rilievi di flusso su 9 postazioni individuate strategicamente dalle ore 7.00 alle ore 22.00. Di queste sezioni sono stati analizzati i dati relativamente a tre postazioni. I raffronti sono stati poi condotti considerando come veicoli pesanti sull’autostrada quelli delle classi 3, 4, 5 (escludendo quindi la B), tenendo poi presente che il dato fornito da Autostrade riguarda 24 ore.

 

Tabella 1: movimenti autostradali sulla direttrice tirrenica

 

VEICOLI PESANTI USCITI

VEICOLI PESANTI ENTRATI

proven.za/destin.ne

inverno

estate

11/3/97

Inverno

estate

11/3/97

Rete Ligure

115

154

 

135

139

 

Cisa

200

277

 

214

364

 

La Spezia

46

48

 

42

50

 

Sarzana

14

22

 

26

28

 

Carrara

30

17

 

25

10

 

Massa

64

55

 

45

56

 

Versilia/Viareggio

27

37

 

40

24

 

Intercon. Fi-Mare

263

304

 

274

324

 

Pisa Nord

24

32

 

22

36

 

Pisa Centro

7

15

 

9

9

 

Intercon.Sat

14

32

 

29

52

 

totale

804

993

 

861

1092

 

 

Tabella 2: selezione oraria dei flussi merci rilevati sulla S.P. 4 Delle Sorgenti

 

veicoli pesanti rilevati direz. Livorno-Colles.

veicoli pesanti teoric. deviabili su

Autostrada

veicoli pesanti rilevati direz.Collesalvetti-Livorno

veicoli pesanti teoric. deviabili su

Autostrada

7-8

13

ü

22

ü

8-9

20

ï 25¸ 70*

36

ï 26¸ 80*

9-10

27

ï

17

ï

10-11

34

þ

22

þ

11-12

29

6¸ 26

24

3¸ 17

12-13

15

6¸ 12

12

5¸ 11

13-14

23

5¸ 17

27

18

14-15

26

4¸ 19

22

1¸ 16

15-16

32

9¸ 29

32

5¸ 27

16-17

5

7¸ 39

24

5¸ 21

17-18

32

4¸ 31

23

3¸ 20

18-19

27

25

14

3¸ 14

19-20

11

4¸ 11

16

3¸ 16

20-21

5

5

5

5

21-22

5

5

4

4

totali

 

105¸ 289

 

81¸ 249

 

Analisi del traffico pesante sull’autostrada tirrenica

Sono stati evidenziati in corsivo nella tabella 1 i dati relativi alle stazioni di Pisa, al fine di metterli in relazione con i dati raccolti sulla parallela S.S.1 all’uscita dell’ambito urbano di Livorno.

Si nota immediatamente un utilizzo quasi trascurabile delle correnti pesanti sulla tratta autostradale Pisa-Livorno.

Analisi del traffico pesante sulla S.P. 4 (postazione 1)

Questa postazione è stata ritenuta fondamentale ai fini della valutazione e stima dei traffici pesanti che, invece di un possibile instradamento sull’A12 Livorno-Cecina, seguono la provinciale 4, per poi proseguire sulla parallela S.S. 206. Si veda la tabella 2 per l’esame dettagliato dei valori di flusso pesante.

Analisi del traffico pesante sulla S.S. 206 (postazione 4)

Questa postazione è importante perché dà la misura del traffico pesante diretto su Pisa e proveniente da Sud, dato il contributo nullo dell’interconnessione FI-Mare.

Dei 314 veicoli nella direzione Pisa-Cecina sommati ai 264 veicoli nella direzione opposta, si può prudenzialmente stimare che un 60% sarebbe deviabile su un itinerario autostradale, considerato un 40% come traffico afferente la zona industriale di Pisa.

 

Analisi del traffico pesante sulla S.S. 1 (postazione 7)

Su questa sezione sono stati rilevati 447 veicoli pesanti nella direzione Pisa-Livorno e 375 veicoli pesanti nella direzione Livorno-Pisa. Di questi 822 veicoli totali è ipotizzabile che almeno 6-700 siano deviabili sulla A12 SALT. Questo è sostenibile da un raffronto con i dati esaminati al punto relativo all’A12 Livorno-Sestri Levante, da cui emerge un utilizzo nullo da parte del traffico pesante della tratta Pisa-Livorno. Sarebbe pertanto possibile passare dalle 1700 entrate/uscite del casello di Livorno a un valore di 2300-2400.

Sintesi dei risultati

Dalla sintesi dei risultati analizzati nei precedenti punti risulta, nell’area interessata dalle infrastrutture stradali della Provincia di Livorno, un possibile indirizzo di 1400 veicoli pesanti medi giornalieri sulle infrastrutture della rete autostradale nel tratto da Pisa a Cecina.

 

Il tratto di Variante da Salviano a Maroccone è stato attivato due giorni dopo i rilievi dell’11 Marzo 1997. Da tale data si è avuta conferma dell’ulteriore rapido e progressivo aumento del traffico pesante lungo l’itinerario costiero del Romito. Il dato è stato raccolto dall’Amministrazione Comunale durante l’estate 1997, e a tale indagine si rimanda; su tale tratto della S.S. 1 si è registrata così una situazione di estrema criticità in termini di sicurezza; questa, infatti, risulta compromessa:

dalla quantità oraria di veicoli pesanti in termini assoluti,

dalla loro velocità assoluta, mediamente molto al di sopra dei 50 Km/h,

dalla contemporanea presenza, durante il periodo estivo, di elevati livelli di traffico autoveicolare in transito, unita all’ulteriore fabbisogno di parcheggio, per un numero minimo di 1000 di questi autoveicoli e di altrettanti veicoli a due ruote, dovuta al servizio prevalentemente turistico-balneare svolto dall’infrastruttura per l’ambito di influenza dell’intera città di Livorno e non solo.

Gli effetti di questi fattori portano tra l’altro:

a condizioni di usura a cui sono sottoposte il manto stradale, ma in modo particolare, le strutture dei ponti di Calignaia e di Calafuria, nonché sulla struttura stessa della scogliera;

a notevoli livelli di rumore riversato sul litorale, incompatibili con una destinazione turistica;

al conseguente incremento del rischio di incidentalità connesso alla crescita dei volumi di traffico e possibili formazioni di code dell’ordine di chilometri in rapido tempo a causa del completo blocco dell’intero itinerario da Livorno a Rosignano.

Prendendo atto di tutte queste considerazioni, analisi ed evidenze (con riferimento, in particolare modo, ai rilievi di flusso sulle infrastrutture Nord della Provincia citati) il Piano Territoriale di Coordinamento ritiene inadeguata alle esigenze della Città e del Porto di Livorno la posizione espressa dal preliminare di P.I.T. e formula la proposta di un assetto intermedio capace di evolvere nel tempo verso l’assetto già configurato dagli EE.LL., utile a far convergere i due livelli di programmazione:

liberalizzare dal pedaggio l’Autostrada tra Rosignano e Collesalvetti, in analogia alle richieste del Comune di Pisa, almeno per il traffico pesante (si ricordi che per le associazioni di categoria sarebbe già presa in considerazione la riduzione della quota di pedaggio del 50%);

realizzazione della variante tra Maroccone e Chioma con un’unica galleria e due corsie, ove far confluire la quota residua di transito pesante, oltre al traffico leggero;

riclassificare la Vecchia Aurelia nel tratto Calafuria-Romito come strada con funzioni di itinerario-turistico per solo traffico leggero ed approntare, in questo ambito, un complessivo progetto di riqualificazione ambientale della corrispondente costa basato essenzialmente:

sul risanamento strutturale della scogliera;

sulla razionalizzazione dei parcheggi esistenti e sulla creazione di nuovi;

sul deciso miglioramento della sua accessibilità pedonale;

sulla cura di servizi per la balneazione, per la sicurezza in mare, per l’igiene e la raccolta rifiuti.

Su questo tema e su quello del modello di esercizio della Variante Aurelia da Vada a Riotorto deve essere condotto un necessario approfondimento al fine di trovare comunque una congruenza tra le impostazioni programmatiche della Provincia e i lineamenti del Piano di indirizzo regionale.