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Le ricerche italiane nel deserto della Giordania in una grande mostra al Museo di Storia Naturale

L’Ambasciata d’Italia ad Amman concede il patrocinio

15 febbraio 2019
Giordania: un deserto tra due continenti

Il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo organizza una grande mostra sulle missioni italiane di ricerca scientifica nel deserto della Giordania meridionale dal titolo “Giordania: un deserto tra due continenti”. L’iniziativa fa parte dei grandi eventi promossi nell’anno del 90° anniversario dell’istituzione museale.

La mostra, che sarà inaugurata nel mese di giugno, ha ricevuto il prestigioso patrocinio dell’Ambasciata d’Italia ad Amman, guidata dall'Ambasciatore Fabio Cassese.

A partire dal 1980, il Museo di Villa Henderson ha preso parte alle missioni interdisciplinari, organizzate e dirette dal prof. Edoardo Borzatti von Löwenstern del laboratorio di Ecologia del Quaternario dell’Università di Firenze.

Nella mostra saranno esposti i materiali delle collezioni etnologiche relative alle popolazioni beduine della Giordania, attualmente conservate presso la sezione di Antropologia e Etnologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e numerosi reperti naturalistici che fanno parte delle collezioni del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

Una mostra documentaria che ci farà conoscere l’area desertica oggetto delle ricerche, in particolare il Bacino di Hisma, le stirpi di beduini, pastori nomadi o transumanti, che le hanno abitate, con gli oggetti della vita quotidiana e la tipica tenda di lana nera, che tuttora caratterizza queste vite, la cui spiritualità è rappresentata anche in una produzione di arte figurativa diffusa in oltre 20.000 incisioni rupestri.

L’evento sarà un’occasione unica per conoscere la vasta e dettagliata ricerca, compiuta in quarant’anni di missioni sull’ambiente geografico ed umano di quei luoghi, i cui risultati hanno convinto il Governo giordano ad istituire una specifica Area Naturale Protetta e l’Unesco a promuovere tutta l’area come Patrimonio dell’Umanità.

 

Silvia Motroni

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