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La presidente Bessi interviene sulla questione delle scuole superiori di Livorno

Nota inviata al Tirreno

30 marzo 2021
aula

“In queste ultime settimane, il Tirreno ha prodotto un ampio approfondimento sulle scuole superiori livornesi, per gli aspetti che riguardano i problemi di edilizia scolastica e carenza di aule.

Ovviamente, essendo materia di competenza provinciale, l’amministrazione che presiedo è chiamata in causa e su di essa sono concentrate proposte, considerazioni e critiche, alcune dai toni particolarmente accesi che, in molti casi, mi lasciano, perplessa, incredula, esterrefatta.

Nessuno nega alcune criticità che sono state evidenziate negli articoli, tuttavia, quello che non posso accettare sono le accuse di improvvisazione e mancanza di programmazione, ma soprattutto di non aver rispettato gli impegni presi con studenti e famiglie.

Vorrei rivolgere ai tanti interlocutori intervenuti l’invito ad una maggiore serenità di giudizio, che potrebbe servire a trattare i problemi con la dovuto obiettività. Fermo restando la libertà di ognuno di esprimere pensieri e giudizi nei modi che ritiene più opportuni.

Senza tediare i lettori con lunghi elenchi di lavori e interventi svolti nelle varie scuole, dei quali abbiamo dato conto più volte anche attraverso la stampa, ma probabilmente qualcuno era distratto, vorrei capire se come presidente mi devo vergognare di aver sistemato e consegnato un plesso di tre piani al liceo Enriques, come succursale, oppure se devo licenziare i nostri tecnici che sono riusciti ad ottenere oltre 3 milioni di finanziamenti necessari per ristrutturazione dell’edificio di via Calafati, di cui a breve manderemo a gara l’appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento.

O, ancora, se mi devo dimettere perchè grazie alla concertazione con i dirigenti scolastici e il provveditore,e la dsponibilità del’Itg Buontalenti, siamo riusciti a trovare soluzioni condivise da tutti relative alle necessità di spazi, con ulteriori aule per il liceo Cecioni; o perchè proprio la capacità di programmazione dell’Ente, ci permette di avviare, già da quest’anno, le gare per le progettazioni definitive ed esecutive di importanti interventi di edilizia scolastica, grazie ai finanziamenti ottenuti sui bandi del MIUR per oltre 13 milioni di euro.

Per cui, respingo decisamente le accuse di chi parla di “rattoppi e promesse fallimentari”.

Le difficoltà seguite alla decisione di effettuare la completa ristrutturazione dell’edificio di via Calafati, rinviandone quindi l’utilizzo per l’attività scolastica, sono state affrontate nell’immediato, periodo gennaio-giugno 2019, e anche per il successivo anno scolastico 2019/20 con la dovuta rapidità ed attenzione, avendo ben presente la necessità di dare una soluzione rapida e definitiva al problema, al fine di evitare ulteriori disagi.

Il complesso di proposte individuate ed approvate al tavolo di concertazione, promosso dalla Provincia a partire dall’autunno del 2019, ci avrebbe permesso di affrontare il nuovo anno scolastico 2020/2021 in una condizione ottimale. Purtroppo la pandemia ha costretto tutti ad approntare rapidamente soluzioni adeguate al necessario distanziamento e credo che su questo difficilmente la Provincia avrebbe potuto fare previsioni.

Anche in questa nuova e del tutto inedita situazione, l’Amministrazione si è mossa con rapidità, nonostante le indicazioni incerte sulle modalità di riapertura delle scuole in merito alla percentuale di alunni in presenza e/o Dad.

Già a partire dal primo lockdown, abbiamo inviato a tutte le scuole la richiesta di informazioni per capire se vi fossero necessità da affrontare, in particolare per esempio, per eventuali risorse da destinare al potenziamento delle connessioni alla rete o spazi aggiuntivi per settembre.

Sulla base delle necessità espresse da alcuni presidi, gli uffici provinciali si sono attivati per reperire spazi disponibili in altri istituti. Tra questi rientra la sistemazione complessiva dell’edificio Cemento dell’Ipsia Orlando, che la Provincia ha effettuato durante i mesi estivi, e che ha consentito di garantire 7 aule aggiuntive all’Iti Galilei.

Sono, poi, stati reperiti spazi in affitto per l’Itn Cappellini, che per le sue caratteristiche non consente un utilizzo diverso degli spazi interni, e, su richiesta della scuola, anche per il liceo Cecioni, per garantire una maggiore elasticità nella gestione del distanziamento.

Per far fronte a tutte le necessità e a tutte le spese straordinarie e non previste, l’Amministrazione Provinciale ha attinto al proprio bilancio per oltre 800.000 euro.

Inoltre, cogliendo tutte le opportunità messe in campo dal MIUR, ai fini del contenimento della pandemia, abbiamo progettato e realizzato ben 13 interventi (750.000 euro fondi Programma Operativo Nazionale), e sono state noleggiate tensostrutture, per l’attività di educazione motoria, per i Licei Cecioni, Enriques e Fermi di Cecina. Infine, per superare le difficoltà di connessione del liceo Niccolini -Palli, siamo intervenuti installando nuove linee telefoniche e nuove apparecchiature, a completamento del rifacimento degli impianti elettrici e il cablaggio degli spazi per migliorare il collegamento alla rete internet, effettuato durante l’estate.

Questa lunga premessa è stata necessaria per sottolineare che, consci delle difficoltà esistenti, abbiamo sempre cercato di affrontare le questioni nella loro complessità e con spirito costruttivo, coinvolgendo nelle scelte tutti gli attori in campo e senza imposizioni per nessuno, consapevoli che per risolvere la situazione non basta dire che bisogna fare scuole nuove, nè pensare che le scuole si possano stringere o allargare a piacimento a seconda delle necessità.

Per farlo non occorre solo la buona volontà, che davvero non manca, ma occorrono soprattutto risorse economiche. Capisco che la questione appaia a taluni noiosa o come una sorta di litania auto assolutoria, ma vorrei ricordare a chi forse non era attento, che le province sono enti su cui dal 2011 in poi è passato uno tsunami chiamato riforma, che ne ha sconvolto l’assetto istituzionale, e le ha private a lungo non solo di finanziamenti adeguati a svolgere con puntualità le proprie competenze, ma anche della possibilità di effettuare una programmazione di interventi di edilizia scolastica di ampio respiro. Quindi impossibile anche solo pensare di costruire una nuova scuola. Occorre poi sottolineare, sempre per i distratti, che con risorse esigue dobbiamo fare opere e lavori necessari in tutti i 13 istituti del territorio, che contano oltre 40 edifici. E forse a volte ci si dimentica di questo particolare.

Superato il problema dei bilanci e, nonostante le risorse trasferite con il contagocce, abbiamo partecipato ai bandi ministeriali e nel 2018 abbiamo presentato nella programmazione triennale delle opere pubbliche per l’edilizia scolastica, una serie di progetti per un fabbisogno complessivo di 30 milioni di euro.
La sistemazione delle coperture del Niccolini-Palli, che ha permesso di recuperare l’utilizzo di tutta la struttura di via Goldoni, rientra tra questi. Quando parlo di programmazione, quindi, mi riferisco anche a tutti gli interventi che consentono di recuperare pienamente ogni spazio disponibile.

La pandemia ha reso evidenti i limiti in cui versa il patrimonio scolastico italiano, come le province denunciano da tempo, e finalmente assistiamo ad una decisa inversione di tendenza, potendo contare su finanziamenti ministeriali certi e consistenti. Con i 13 milioni del MIUR (di cui più di 8 per le scuole di Livorno), potremo perseguire con più certezze il nostro obiettivo primario, che è quello di garantire le stesse condizioni a tutti i nostri studenti in tutto il territorio.

In questi giorni ho potuto apprezzare anche diverse proposte, ultima delle quali quella avanzata dal vescovo Giusti, che ringrazio per l’attenzione. Sono lieta di apprendere che si sono rese disponibili strutture scolastiche per le quali, in precedenza, avevamo chiesto informazioni ma che, in quel momento, non erano utilizzabili per i nostri scopi. In ogni caso verificheremo con la Diocesi la effettiva fruibilità dei locali perché, per legge, non è possibile la compresenza in uno stesso edificio di scuole elementari e superiori.

Quando si parla di programmazione e di capacità di rispondere alle esigenze e ai problemi che si presentano, penso sia necessario soprattutto avere i piedi per terra ed evitare di indicare soluzioni di difficile realizzazione e di dubbia efficacia. Molte delle proposte suggerite sulla stampa, per esempio, sono già state verificate a suo tempo, ma spesso presentano problemi di adeguamento ai fini di un uso scolastico, mentre i prefabbricati non sono il nostro obiettivo, perchè pensiamo che i ragazzi si meritino strutture adeguate.

Concordo, però, sul fatto che occorra uno sforzo e la capacità di tutti, istituzioni nazionali, enti locali, regione, provveditorato ed istituti scolastici, di cooperare insieme per il bene comune che sono i ragazzi e il loro futuro. La Provincia sicuramente non si tira indietro. Intanto, per rimanere alla concretezza dei fatti, abbiamo già avviato le prime consultazioni con i dirigenti scolastici e al tavolo di concertazione saranno esaminate le varie problematiche in merito alla effettiva carenza di aule rispetto al complesso degli spazi disponibili.

Quello di cui sono certa è che come ogni anno, nessuno studente di Livorno rimarrà senza aula, nè sarà costretto a frequentare un indirizzo di studi non voluto e a settembre ogni scuola potrà iniziare l’anno scolastico con la dovuta serenità”.


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