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In Provincia la presentazione del libro Mi chiamo Mouhamed Alì

03 ottobre 2019
La copertina del libro

La copertina del libro

Il 3 ottobre, alle 15 nella Sala Carlo Azeglio Ciampi di Palazzo Granducale, è in programma la presentazione del libro “Mi chiamo Mouhamed Alì”, biografia del pugile italosenegalese Mouhamed Alì Ndjaye, scritta a quattro mani con Rita Coruzzi, per le edizioni Piemme.

L’iniziativa è promossa dalla Comunità senegalese di Livorno, con il patrocincio della Provincia.

Il libro narra la storia vera di Mouhamed Alì Ndjaye, un pugile senegalese arrivato in Europa per coronare il suo sogno di diventare campione di boxe come il grande Cassius Clay.

All'inizio è solo un bambino come tanti, nato in Senegal da un padre pugile che vive nel mito di Muhammad Ali e che sogna per il figlio un futuro importante. Poi quel bambino, che porta il nome del campione che per ben due volte riesce a incontrare, un pugile lo diventa davvero, costretto dal padre a durissimi allenamenti a ogni ora del giorno e della notte, chiuso in una palestra, piegato dai colpi quando tutti i suoi amici sono per strada a giocare.

Ma come Ali comprende ben presto la via che gli ha aperto il padre è l'unica alternativa possibile a una vita segnata dalla criminalità e dalla droga. In breve tempo il ragazzo, ormai campione del Senegal, vede crescere in sé il desiderio di superare i confini del suo Paese. Da qui il viaggio verso la Francia e successivamente in Italia, per provare a realizzare quel sogno che insegue da sempre.

Non è facile, in un Paese di cui non conosce la lingua, senza il permesso di soggiorno, né una casa in cui stare, guadagnando qualche spicciolo per sopravvivere facendo l'ambulante sulle spiagge. Ma la sua tenacia e il desiderio inarrestabile di tornare sul ring lo guidano attraverso un percorso di crescita.

Grazie all'incontro con Federica, una donna italiana conosciuta in treno e divenuta poi sua moglie, e agli amici di Pontedera, la piccola città che lo ha accolto, Ali potrà ricominciare a combattere e a vincere, e si troverà esattamente dove suo padre lo immaginava fin da bambino: sul tetto del mondo.

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