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Giovani Neet protagonisti con il progetto HETYA

Presentati i risultati di tre anni di lavoro, con 130 ragazzi europei coinvolti

19 luglio 2018
Il pubblico al convegno Hetya

Quale ruolo può avere la cultura nell’apprendimento dei giovani? Quali strumenti formativi, quali opportunità di lavoro si possono offrire ai ragazzi attraverso la valorizzazione dei beni culturali? A queste domande ha cercato di rispondere Hetya (Heritage Training for Young Adults), il progetto comunitario finanziato dal programma Erasmus+ 2014-2020, i cui risultati sono stati presentati nel convegno che si è svolto il 19 luglio a Livorno, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

Il progetto HETYA, che ha preso il via nel 2015, ha visto la Provincia di Livorno, con il suo Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, quale ente capofila di un vasto partenariato europeo costituito da Provincia Livorno Sviluppo, Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia (Università di Firenze) e le istituzioni culturali dei paesi aderenti: Stiftelsen Jamtli (Svezia), University College of Southeast Norway (Norvegia), Bulgaria Economic Forum (Bulgaria).

I destinatari degli interventi, a livello europeo, sono stati 130 giovani NEET (ragazzi che non studiano, non lavorano e non svolgono attività formative). A Livorno il progetto ha coinvolto oltre 70 ragazzi tra i 18 e i 34 anni, molti dei quali hanno potuto realizzare un percorso personalizzato con gli operatori del museo, ideando, progettando e mettendo in atto le proprie aspirazioni, nonché sviluppando attitudini e talenti grazie al prezioso supporto del museo e delle sue molteplici attività e contatti. C’è chi ha organizzato un live painting in città, chi ha promosso l’educazione alla multiculturalità nelle scuole superiori, chi ha realizzato un concorso fotografico o un’immagine simbolica per il museo, chi ha valorizzato gli antichi mestieri e chi ha prodotto le più avanzate riproduzioni in 3D.

Musei ed istituzioni culturali, quindi, come luoghi di riferimento per la costruzione di un’identità culturale condivisa e per l’acquisizione degli strumenti necessari ad un inserimento lavorativo.

In questo progetto il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo ha fatto tesoro della propria rete di relazioni, creando dei percorsi di inserimento lavorativo o formativo per ragazzi che avevano difficoltà a muoversi da soli in quella direzione, mettendo a disposizione dei giovani partecipanti tutte le sue potenzialità e aiutandoli nella definizione di un progetto individuale incentrato su azioni di valorizzazione del patrimonio culturale territoriale.

Questa fase si è svolta parallelamente in ognuno dei paesi partner, declinata in base alle peculiarità e tipologia di giovani individuati e alle inclinazioni individuali di ogni partecipante. I ragazzi sono stati supportati e valutati da tutor provenienti dai partners del progetto o da stakeholders individuati sul territorio.

Inoltre alcuni di essi, 16 ragazzi e 7 operatori, hanno partecipato a periodi di mobilità nei paesi partner, con almeno 5 giorni di formazione, durante i quali hanno potuto confrontarsi con coetanei e colleghi provenienti da realtà culturali diverse, conoscere altre metodologie di lavoro, creare occasioni di scambio reciproco e networking.

Durante ogni singola fase del progetto i giovani sono stati monitorati e valutati nel loro progresso da esperti del Dipartimento di Scienze della formazione e Psicologia dell’Università di Firenze.

Al convegno sono intervenuti il presidente della Provincia Alessandro Franchi e la direttrice del Museo Anna Roselli, che ha introdotto i lavori. Sono seguiti i contributi scientifici di Andrea Salvini sui NEET (Università di Pisa) e di Paolo Federighi sui sistemi di apprendimento (Università di Firenze), mentre hanno portato le loro esperienze di coinvolgimento dei giovani nel patrimonio culturale Elisabetta Falchetti (European Centre for Cultural Organization and Management) e Filippo Guarini (Museo del Tessuto di Prato). Successivamente Paolo Nanni e Maria Giovanna Lotti (Provincia di Livorno Sviluppo) hanno parlato dell’esperienza dei percorsi formativi nel museo, illustrando i risultati del progetto. Sono seguiti i rappresentanti dei partner che hanno presentato i loro prodotti: Georgi Tabakow le linee sull’autoimprenditoria, Wanda Grimsgaard e il gruppo norvegese la app Wanted, Lowissa Wallgren Frånberg i musei come luoghi di apprendimento e Francesca Torlone il manuale sul patrimonio.


s.m.

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