DettaglioNews

Fiori di Controviole, formazione e lavoro per uscire dalla violenza

Avviati i percorsi formativi per le donne vittime di violenza

23 settembre 2019
violenza contro le donne

Il progetto  FI.O.RI.D.I.CONTROVIOLE (acronimo di Formazione Inserimento Occupazionale nella Ristorazione per Donne Insieme Contro la Violenza) si propone di offrire concrete opportunità per il reinserimento lavorativo e sociale delle donne vittime di violenza.

Oltre all’Amministrazione Provinciale, gli altri partner sono Provincia di Livorno Sviluppo, come agenzia formativa e l’associazione Randi, che da anni opera nelle strutture antiviolenza, mentre la consigliera provinciale di parità collabora all’iniziativa.

Il progetto ha un costo complessivo di 337.500 euro, finanziato all’80% dal Dipartimento delle Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri attraverso i fondi per la realizzazione di azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza di genere. Il resto è a carico della Provincia.

Il progetto si rivolge a donne, in situazione di vulnerabilità, italiane e straniere, che sono seguite in un percorso di accompagnamento verso l’occupazione nel settore della ristorazione.

Le attività mirano a fornire gli strumenti sia per eventuali sbocchi futuri verso progetti di autoimprenditorialità, sia in forma di tirocini lavorativi, presso aziende sempre del settore della ristorazione, che avranno una durata di 6 mesi.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Granducale, in una conferenza stampa alla quale erano presenti Pietro Caruso, vice presidente della Provincia, Cristina Cerrai, consigliera provinciale di parità, Paola Meneganti, responsabile del Servizio Affari Generali e Pari Opportunità della Provincia, Maria Giovanna Lotti, dirigente di Provincia di Livorno Sviluppo, Linda Lombardo, Associazione Randi.

 

“Un progetto che rappresenta un vanto per l’Amministrazione Provinciale - sottolinea il vice presidente Caruso – che ha già all’attivo numerose attività, portate avanti negli anni, per il contrasto alla violenza sulle donne. Un fenomeno su cui non vorremmo ci fosse bisogno di intervenire ma che invece, vedi in particolare la violenza in famiglia, ha assunto dimensioni drammatiche”.

Tutte le attività saranno coordinate dalla Provincia. Il progetto, che ha un durata di 18 mesi, si propone di rispondere ad una doppia necessità: da un lato, al bisogno di trovare un’autonomia economica che aiuti le donne in situazione di disagio a far fronte ai problemi quotidiani, dall’altro lato, a favorire un percorso di rafforzamento personale e di autostima, che consenta alle donne coinvolte di riconoscere la capacità di autodeterminarsi in una nuova vita.

Per le donne che decidono di uscire da situazioni familiari di disagio e pericolo, o di sfruttamento della prostituzione, il problema principale è sempre quello economico, per questo il progetto ha indirizzato gli interventi in un settore, quello della ristorazione, che può offrire maggiori opportunità anche di autoimpresa.

“Un ruolo determinante – evidenzia Paola Meneganti – è svolto dalla Rete territoriale VIS e contro la violenza di genere, dallo Sportello VIS e dal Centro per l'Impiego, che sono stati fondamentali per riuscire a dare risposte a donne in difficoltà. Il progetto prevedeva un massimo di 15 donne ma le domande di iscrizione e le partecipanti al corso sono 17. L'obiettivo, molto concreto, è quello di offrire una formazione utile ad imparare un mestiere e conquistare autonomia e rispetto per se stesse, perché è importante ricostruire un orizzonte nuovo di vita a queste donne”.

Chi decide di reagire alla violenza, infatti, incontra molte difficoltà, dovendo riprogrammare interamente la propria vita e in questo percorso l’autodeterminazione economica è fondamentale. Il lavoro – oltre alla sua valenza economica – offre alla donna la speranza di una nuova vita. Partendo da queste basi, il progetto intende sostenere le donne anche nella permanenza professionale attraverso le reti che garantiranno il supporto anche dopo la fine delle attività progettuali.

E proprio sull’importanza di costruire reti di supporto sociale insiste la consigliera di parità Cerrai: “Il ruolo e le funzioni della Rete territoriale e dello Sportello Vis, attraverso le azioni di sostegno psicologico e orientamento giuridico, contestualmente anche ad altri interventi progettuali, come quello in partenariato con il Comune di Livorno finanziato dalla Regione, hanno permesso per esempio di dare risposte concrete per una prima autonomia abitativa, mentre il progetto Fiori di Controviole interviene sugli aspetti legati alla formazione lavorativa per favorire l’autonomia economica alle donne”.

La capacità della Provincia di Livorno di intercettare i fondi è legata alla qualità dei progetti presentati. “Anche in questo caso – asserisce Maria Giovanna Lotti – abbiamo elaborato una proposta estremamente articolata, che ci ha consentito di ottenere il finanziamento del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle Pari opportunità. Con le risorse a disposizione possiamo riconoscere un’ indennità di tre euro l'ora alle donne che partecipano alla formazione (circa 450 ore tra teoria, pratica, orientamento individuale e collettivo), un sostegno economico per l’assistenza ai familiari (figli, anziani, etc) e un sostegno di avvio di impresa o un tirocinio tutorato e incentivato”.

A monitorare l’attuazione del progetto ci penserà il Centro Anti Violenza Randi: “Abbiamo puntato a dare uno strumento operativo alle donne partecipanti – sottolinea Linda Lombardo - per favorire una formazione lavorativa spendibile, ma anche importanti strumenti di socializzazione che aiutano a creare un gruppo e far nascere nuove relazioni, in modo da offrire, oltre alla protezione al sostegno, qualcosa in più per la ricostruzione di un sé”.

 

SCHEDA AZIONI

Le azioni messe in campo sono di carattere innovativo e sperimentale, e si propongono di definire un modello metodologico sostenibile e replicabile da applicare anche in successive esperienze nell’ambito dell’inclusione socio-lavorativa.

Il percorso è strutturato nelle seguenti fasi di lavoro:

  1. Potenziamento dell’assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza, attraverso specifici percorsi:

    1. sostegno, accoglienza e inserimento sociale

    2. sensibilizzazione al mondo del lavoro

    3. percorsi di bilancio di competenze

    4. azioni di rimotivazione all’empowerment

    5. successiva individuazione del gruppo target


  1. Formazione comprendente stage pratico, laboratorio e consulenza per la creazione di impresa, allo scopo di:

    1. acquisire competenze avanzate nell’ambito della ristorazione teorico/pratica

    2. sostegno individuale per la motivazione, l’autostima e la consapevolezza del proprio potenziale

    3. creazione di impresa

    4. stage pratico

Questa fase avrà una durata di 900 ore, al termine della quale le utenti potranno scegliere, con il supporto degli operatori, se proseguire il percorso per l’avvio di impresa o se indirizzarsi verso il lavoro dipendente attraverso una fase di tirocinio incentivato.

 

3) Sostegno avvio all’impresa/tirocinio tutorato e incentivato

  1. Avviare formalmente un’impresa di ristorazione aperta al pubblico possibilmente all’interno del Mercato Centrale di Livorno previo esperimento della procedura pubblica di assegnazione dei locali

  2. Fornire sostegno economico alle fasi iniziali di attività

  3. Fornire la necessaria dotazione di attrezzature e magazzino

  4. Realizzare la campagna pubblicitaria

  5. realizzare tirocini incentivati

 

4) potenziamento delle reti a sostegno delle donne vittime di violenza (azione trasversale)

  1. Attivare un percorso di sensibilizzazione e informazione destinato a tutte le operatrici dei soggetto della Rete Antiviolenza e della Rete Vis

  2. Rafforzare i rapporti tra le reti e i soggetti pubblici e privati preposti all’inserimento lavorativo

  3. Potenziare i servizi di accoglienza e sostegno offerto dai soggetti in rete e dell’accoglienza del Centro Antiviolenza coinvolto

  4. Potenziare l’assistenza e del sostegno ai/alle figli/e vittime di violenza o di violenza assistita

  5. Rafforzare le reti territoriali

  6. Realizzare seminari e convegni rivolti agli/alle operatori/operatrici del sistema e ai datori di lavoro.


Per tutta la durata del progetto è’ previsto un servizio di sostegno per l’accudimento dei figli delle donne impegnate nelle attività che faciliti la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

 

Silvia Motroni

 

 

Primo PianoIstituzionePari Opportunita