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A Palazzo Granducale la targa che intitola la Sala Consiliare a Carlo Azeglio Ciampi

23 maggio 2018
Il momento dello scoprimento della targa con il nome di Carlo Azeglio Ciampi

Il momento dello scoprimento della targa con il nome di Carlo Azeglio Ciampi

“Per mio padre Livorno è stata la città della sua formazione, intima e di valori. Una filiera di luoghi, contenuti e valori che si è consolidata anche nella microstoria di noi figli e della sua famiglia. Ringrazio la Provincia di Livorno, anche a nome di mia madre Franca, per questo gesto che ci onora". Con queste parole Gabriella Ciampi ha concluso la cerimonia di intitolazione della Sala Consiliare della Provincia alla memoria di suo padre, il presiedente Carlo Azeglio Ciampi.

All’iniziativa, aperta dal saluto introduttivo del Presidente della Provincia Alessandro Franchi, erano presenti l’altro figlio di Ciampi, Claudio e il prof. Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, che ha tracciato un profilo del Presidente Ciampi, ripercorrendo i tratti salienti della sua vita e della carriera politica e istituzionale.

In precedenza, era stata scoperta la targa, apposta all’ingresso della Sala, con inciso il nome di Ciampi, decimo presidente della Repubblica Italiana, insediatosi al Quirinale il 18 maggio del 1999. Un folto pubblico ha partecipato alla cerimonia, accompagnata da un omaggio musicale del Quasibarocco Ensemble dell’Istituto musicale Mascagni.

“Siamo lieti di aver un luogo a Livorno che ricorda il presidente Ciampi nella sua città natale”, ha sottolineato il presidente Franchi. “Un cittadino illustre, servitore dello Stato, che ha saputo ricoprire con responsabilità incarichi di altissimo livello istituzionale, presidente della Banca d’Italia e presidente del Consiglio, in anni estremamente difficili per il Paese, fino alla sua nomina a Presidente della Repubblica, che ha coronato una lunga carriera politica sempre in difesa della democrazia e delle Istituzioni”. Il presidente ha poi proseguito ricordando lo stretto legame che ha sempre contraddistinto il rapporto di Carlo Azeglio Ciampi con Livorno“.

Alle parole di Franchi sono seguite quelle del prof. Cosimo Ceccuti, il quale, partendo dagli studi scolastici ed universitari (laurea in Lettere e diploma della Scuola Normale di Pisa), ha ricordato le vicende vissute da Ciampi durante la guerra, come ufficiale dell’esercito, al suo rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò, fino a percorrere quel “sentiero della libertà” dove, ha spiegato Ceccuti, maturò una nuova coscienza, comune a tanti giovani, che “costituì il motore della rinascita morale, politica ed economica del Paese”.

Dopo l’esperienza dei Comitati di liberazione nazionale, Ciampi di iscrive al Partito d’Azione. La sua passione per il Risorgimento lo porta ad iscriversi alla Sezione livornese dell’Istituto italiano per la Storia del Risorgimento. “Proprio in questa sala – ricorda Ceccuti – Giuseppe Montanelli, Governatore di Livorno, annunciò la costituente nell’ottobre del 1848”. Nel 1946 Ciampi prende la seconda laurea in Giurisprudenza e nello stesso anno vince un concorso ed entra nella Banca d’Italia, nel 1960, arriva a Roma al Servizio Studi di Palazzo Koch, dove inizia una lunga carriera, che lo vede governatore nel 1979 fino all’incarico di presidente del Consiglio, nel 1993.

Successivamente ricopre più volte l'incarico di ministro (al Tesoro e al bilancio e Programmazione economica). Il 13 maggio 1999 venne eletto alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica.



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