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Apprendistato

APPRENDISTATO




 L'apprendistato è senza dubbio la forma privilegiata individuata dalla Riforma Fornero per l'ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, la forma più idonea a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile e a contenere la proliferazione di contratti caratterizzati da eccessiva precarietà.

Nato come un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (fatta eccezione per le attività stagionali dove è ammesso il tempo determinato) teso alla formazione e all'occupazione dei giovani, il contratto di apprendistato può assumere varie forme:

1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,

2. apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere,

3. apprendistato di alta formazione e ricerca.

Con la Riforma del mercato del lavoro (Legge 28 giugno 2012) sono state apportate significative modifiche al Testo unico che disciplina il contratto di apprendistato (DLgs 167/2011). Gli interventi messi in campo infatti, mirano da un lato a valorizzare questa forma di accompagnamento ai nuovi ingressi nel mercato del lavoro affinché divenga "la forma d'ingresso prevalente nel mondo del lavoro" dall'altro a sostenere, agevolandolo, l'accesso dei giovani ad un periodo di lavoro formativo finalizzato all'assunzione.

Ma cosa cambia rispetto al Testo Unico in materia di apprendistato?

Incentivi

Essendo di fatto l'assunzione a tempo indeterminato il principale obiettivo del contratto di apprendistato, le piccole imprese che assumeranno apprendisti tra il 2012 ed il 2016 saranno esonerate dal pagamento dei contributi. In caso di mancata assunzione, al lavoratore verrà riconosciuta una certificazione delle competenze professionali acquisite.

Durata minima del contratto

Con la nuova Riforma viene reintrodotta la durata minima legale del contratto, che non può essere inferiore a 6 mesi (compreso il periodo di preavviso in caso di cessazione del rapporto). Quanto alla durata massima, resta valido il termine di tre anni già stabilito, che può estendersi fino a cinque per le professioni dell'artigianato.

Percentuale di apprendisti ed divieti di assunzione con contratto di somministrazione a tempo determinato

Altra novità che trova applicazione  riguarda il limite numerico di apprendisti che un datore di lavoro può inserire in organico. La proporzione tra lavoratori specializzati e qualificati e apprendisti che il datore di lavoro può avere direttamente o anche indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione, sarà di 3 a 2. Rimane di 1 a 1 il rapporto per i datori di lavoro che occupano meno di 10 addetti, per un massimo di tre apprendisti nel caso di aziende senza maestranze qualificate e specializzate o in numero inferiore a tre unità. È in ogni caso esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.

Limiti all'assunzione di nuovi apprendisti

Altro elemento introdotto è determinato dal fatto che l'assunzione di nuovi apprendisti viene subordinata alla stabilizzazione, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro, con l'esclusione di quelli cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è consentita l'assunzione di un solo apprendista. Gli apprendisti assunti violando la precedente regola sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data della costituzione del rapporto e questi vincoli non valgono nei confronti dei datori di lavoro che occupano meno di dieci unità. Per quanto riguarda i contratti già sottoscritti, ma non compatibili con le nuove disposizioni previste, cessano di produrre effetti decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

 

 




Per info: 0586/257514








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