Piano Territoriale Coordinamento

Ai sensi del Decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33, recante disposizioni in materia di "riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della Pubblica Amministrazione", articolo 39, cliccando sul link sottostante si accede agli atti relativi all'attività di pianificazione e governo del territorio provinciale.

 

 

Cos'è il Piano Territoriale di Coordinamento?

Il Piano Territoriale di Coordinamento è lo strumento di pianificazione per il governo delle risorse del territorio provinciale, per la loro tutela e per la loro valorizzazione.

Il PTC, secondo quanto dispone la normativa regionale per il governo del territorio, individua le risorse e promuove comportamenti, azioni e sinergie per un percorso di sviluppo sostenibile.

Con il PTC la Provincia esercita il proprio ruolo di governo del territorio, in accordo con le politiche territoriali della Regione e costruendo il raccordo della pianificazione urbanistica dei singoli Comuni del territorio provinciale.

Il PTC è anche lo strumento grazie al quale la Provincia coordina e indirizza le politiche di settore e gli strumenti della programmazione provinciale e individua in quali ambiti territoriali vengono localizzati gli interventi di propria competenza.

Nello Statuto del territorio, documento che è il cardine del PTC, si evidenziano quelle che si definiscono “invarianti strutturali”, che sono gli elementi che caratterizzano l’identità dei luoghi.

Cosa sono le invarianti strutturali? Sono le risorse essenziali: aria, acqua, suolo, ecosistemi della fauna e della flora; sono le città e i sistemi degli insediamenti abitativi e produttivi; sono il paesaggio e le emergenze storico artistiche, segni della cultura che ha trascorso il territorio; sono i sistemi infrastrutturali e tecnologici. Sono, in definitiva, le caratteristiche e i beni che danno specifica identità al territorio e che il PTC sottopone a tutela in modo da garantire che lo sviluppo programmato non ne metta a rischio la sussistenza.

La conoscenza profonda della natura e delle caratteristiche del territorio consente di stabilire regole per gestire i processi d’insediamento sul territorio e gestire la sua trasformazione. Così il PTC, promuovendo e governando i processi di evoluzione, garantisce percorsi di democrazia partecipata ed è strumento di tutela di un percorso di sviluppo sostenibile.

Il PTC disegna le strategie per lo sviluppo territoriale provinciale cui debbono conformarsi i Comuni nella definizione dei propri strumenti di pianificazione – i piani strutturali – e negli atti di governo del territorio – i regolamenti urbanistici, i piani complessi d’intervento e i piani attuativi.

Il PTC stabilisce anche misure di salvaguardia immediatamente efficaci, per le quali – nelle more dell’adeguamento degli strumenti comunali alle nuove disposizioni del PTC stesso – sono nulli atti o regolamenti dei Comuni che fossero in contrasto  con esso.

 

Il PTC della Provincia di Livorno

Gli obiettivi e le risorse:

lo sviluppo sostenibile, la tutela delle risorse, le “invarianti strutturali”

Promuovere e sollecitare lo sviluppo del territorio, governandone i processi.
È questo il disegno di fondo del PTC, nella quale s’iscrivono tutti gli obiettivi che lo strumento di pianificazione intende conseguire.

Primo fra tutti quello dello sviluppo sostenibile e della tutela delle risorse. 
Lo Statuto del territorio, documento centrale del PTC, disegna il profilo dettagliato della provincia indicandone i tratti e rilevando le caratteristiche che ne definiscono l’identità.

Sono, queste, le invarianti strutturali, di cui il PTC deve garantire la tutela per la sostenibilità del progetto di sviluppo che propone.

Tra le invarianti strutturali si collocano anche le risorse essenziali..

Uno dei tratti innovativi della normativa regionale, che ha recepito la nuova sensibilità diffusa rispetto all’ambiente, sta anche nell’aver ricompreso nella definizione di risorse essenziali non solo le risorse naturali – acqua, aria, suolo, energia – ma anche le città e i sistemi insediativi, il paesaggio e i documenti della cultura, i sistemi infrastrutturali e quelli tecnologici. Sono, quindi, risorse - da impiegare nel processo di sviluppo ma anche da sottoporre a tutela - il tessuto urbanistico e quello produttivo, i beni storico artistici e paesaggistici, il patrimonio documentale, museale e librario, le infrastrutture, i sistemi tecnologici.

 

Le strategie

Logistica, porti, infrastrutture. Il sistema grande industria e il sistema agricoltura. La salvaguardia dei centri storici e il turismo di qualità. Le fonti energetiche rinnovabili.

La Provincia ha inteso costruire il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento intorno a quello che il Piano d’Indirizzo Territoriale definisce quale cardine per lo sviluppo dell’intero territorio regionale: la relazione tra la fascia costiera, con i porti di Livorno e Piombino, e l’interno del territorio regionale.

Lo sviluppo di questa relazione consolida il ruolo strategico della Toscana in un quadro logistico di respiro sovranazionale, e lo connota come un tramite funzionale e obbligato tra il Mediterraneo occidentale e l’Europa, particolarmente nella sua parte orientale.

Il PTC, perciò, disegna un “sistema provincia” come sistema di sviluppo, il cui elemento portante sono le prospettive di evoluzione della logistica, dei porti di Livorno e Piombino e del sistema infrastrutturale che connette i due porti e questi, a loro volta, con il resto del retroterra.

Le possibili indicazioni strategiche e di programma, che sono il frutto della concertazione con gli enti locali e con il tessuto dell’intera comunità amministrata, convergono allo sviluppo di questo “sistema provincia” e puntano al potenziamento dei due porti – in termini di banchine, ma anche in termini di attività retro portuale e, soprattutto, di collegamenti infrastrutturali – e, allo stesso tempo, a una prima soluzione del problema “corridoio tirrenico”, con la realizzazione del “lotto zero” della Variante Aurelia, cui si aggiunge il potenziamento della viabilità retro portuale di Piombino con il completamento della statale 398.

In questo quadro si comprendono con maggiore chiarezza anche le prospettive che il PTC indica per l’Interporto di Guasticce, per l’autoparco del Faldo, e per la rete infrastrutturale di collegamento verso est a partire dall’asse longitudinale costiero, per Cecina e Rosignano. In questa relazione s’inquadrano le prospettive di sviluppo aeroportuale dell’Elba e quello portuale di Portoferraio - in raccordo con le prospettive disegnate per Livorno e Piombino - e lo sviluppo dei collegamenti tra le isole dell’arcipelago e tra queste e il continente.

Si disegna, così, un sistema che integra continente e arcipelago e mette in sinergia la rete infrastrutturale di terra con le infrastrutture marittime, portuali e aeroportuali, e i trasporti su gomma e rotaia con quelli via mare e per via aerea.

Questo sistema vuole essere motore dello sviluppo economico, in ambito di grande industria così come nel settore del turismo, con particolare interesse al livello dell’offerta turistica legata al turismo culturale e all’agriturismo.

Così  anche la promozione e la riqualificazione dell’economia e dell’impresa in agricoltura - settore che soffre una crisi preoccupante a livello nazionale - viene indicata quale una delle leve della ripresa e dello sviluppo, con la valorizzazione delle produzioni di qualità, da anni sono ormai caratteristiche della nostra provincia, e con il progetto per il recupero di aree ad oggi semi abbandonate.

Ultimo aggiornamento: 27-10-2017