Esercizio venatorio

Cosa si intende per esercizio venatorio

Qualsiasi atto diretto all'abbattimento o alla cattura di selvaggina, mediante ricerca o attesa, secondo le modalità, i tempi e con i mezzi consentiti dalla legge.
E' considerato esercizio venatorio anche, il vagare o il soffermarsi con i mezzi idonei alla caccia, in attitudine di ricerca o di attesa della selvaggina per abbatterla o catturarla.
E' quindi in atteggiamento di caccia tanto chi abbatte, quanto chi si aggira per la campagna con il fucile carico o adoperi altri arnesi che possano servire a catturare selvaggina, quali:
 reti, lacci, tagliole, trappole, vischio, ecc.... Per stabilire se vi sia o meno esercizio venatorio, non è necessario che il cacciatore abbia o meno esploso dei colpi con l'arma di cui è in possesso.
Ad esempio può essere considerato esercizio di caccia anche colui che cattura una lepre con le sole mani o colui che attende un fagiano con un bastone, sempre che sia evidente l'intenzione di abbatterlo.
Alla base del concetto di esercizio venatorio sta dunque un atto di volontà, quello appunto di abbattere o catturare un selvatico. Se l'uccisione avviene involontariamente, non si può parlare di atto di caccia, perchè non sussiste la volontarietà, ad esempio: un caso fortuito (falciando un prato o guidando una automobile) o per forza maggiore (se il selvatico viene investito dal guidatore di un veicolo per non mettere a repentaglio la propria vita o quella dei passeggeri).
L'esercizio della caccia è consentito purchè non contrasti con l'esigenza di conservazione e di tutela della selvaggina e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole.
La selvaggina appartiene a chi la abbatte o la cattura, ovvero a chi l'ha scovata finchè non ne abbandoni l'inseguimento, nel rispetto delle modalità fissate dalla legge.
Costituisce esercizio venatorio con mezzi vietati il semplice vagare o soffermarsi con l'autovettura in zona ricca di selvaggina così da poterla abbagliare con i fari, anche in assenza di armi o di capi abbattuti ( Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 2793 del 24 gennaio 1989, registro generale n. 920/88, depositata in cancelleria il 4 aprile 1990).

Porto e Trasporto di fucile per uso caccia

Ai sensi del 1° comma dell'art. 12 della legge 157/1992, la licenza di porto di fucile per uso caccia è una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che la richiedono e che posseggano i requisiti previsti dalla legge.
La licenza di porto di fucile per uso caccia acquisisce una duplice valenza: di autorizzazione di polizia quanto all'uso delle armi e di concessione per il prelievo controllato di fauna selvatica.
Distinzione tra "Porto" e "Trasporto".
Portare un'arma significa essere in condizione di poterla eventualmente usare secondo la sua specifica natura.
Il trasporto invece si configura come lo spostamento fisico del fucile da caccia da un luogo all'altro. 
La distinzione tra porto e trasporto sta dunque nella possibilità di immediato utilizzo dell'arma. Ad esempio, non si ha il porto, ma solo il trasporto, quando l'arma è chiusa nel baule dell'automobile oppure è smontata.
È vietato trasportare un fucile, ancorché scarico ed in custodia, all'interno di un'area protetta, quale è una Riserva naturale statale. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 30 o 3549 del 22 ottobre 1999, registro generale n. 11450/99, depositata in cancelleria il 5 gennaio 2000.


Custodia delle Armi e delle munizioni

La L. 110/1975 agli art. 20 e 20 bis prescrive comportamenti specifici per la custodia delle armi.
La custodia delle armi... e degli esplosivi deve essere assicurata con ogni diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica...(1° comma dell'art. 20 Legge 110/1975)
Durante l'esercizio venatorio l'arma e le munizioni vanno poste sotto un controllo costante e rigoroso,poichè,il cacciatore deve essere sempre in condizione di impedire a chiunque di impossessarsi dell'arma senza il preventivo assenso.
Ad esempio: nel caso che il cacciatore lasci il fucile nel capanno, allontanandosi per raccogliere un capo di selvaggina, potrebbe ritenersi violato l'obbligo di custodia nella eventualità che l'arma sia lasciata incustodita. 
Chiunque consegna a minori degli anni 18 che non siano in possesso della licenza dell'autorità, ovvero a persone anche parzialmente incapaci, a tossicodipendenti o a persone impedite nel maneggio, un'arma fra  quelle indicate nel primo e nel secondo comma dell'art. 2 (armi comuni da sparo), munizioni od esplosivi diversi dai giocattoli pirici è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato...(comportamenti specifici art 20 bis Legge 110/1975)
Il reato di cui al comma precedente si configura quando il cacciatore consegna l'arma al figlio minorenne o ad infermi di mente, o ad ubriachi, tossicodipendenti oppure a persone prive di esperienza nel maneggio delle armi. Questo articolo evidenzia quali sono le responsabilità del cacciatore che non adopera quelle misure cautelari necessarie ad impedire che altre persone possano impossessarsi delle armi, indipendentemente dal fatto che le armi possano essere scariche.


Licenza di porto di fucile per uso caccia

Ai sensi del 1° comma dell'art. 12 della legge 157/92, la licenza di porto di fucile per uso caccia, altro non è che una concessione che lo Stato rilascia a coloro che posseggono i requisiti previsti dalla legge, previa richiesta degli interessati. La licenza di porto di fucile autorizza i titolari all'utilizzo delle armi, di cui all'art. 13 della L. 157/92, per il prelievo di fauna selvatica.
I requisiti necessari per ottenere la licenza di caccia sono i seguenti:
 - aver compiuto il 18° anno di età;
 - aver superato un esame di abilitazione all'esercizio venatorio.
Il superamento dell'esame di abilitazione venatoria è la condizione necessaria per la richiesta della licenza di porto di fucile, poichè dopo aver conseguito l'attestato di abilitazione, dovrà essere inoltrata alla Questura competente per territorio, la documentazione necessaria per il rilascio.

 

 

 






Ultimo aggiornamento: 20-12-2013